Lavori ancora in corso per tante strutture, ma il 14 settembre le scuole comunali di Genova saranno pronte. Ad assicurarlo è il vicesindaco e sub-commissario all’edilizia scolastica Pietro Piciocchi.

«Siamo partiti a luglio grazie al fatto di aver sfruttato uno strumento importante come i poteri commissariali – spiega – abbiamo così avviato una settantina di cantieri con la possibilità di chiedere il termine lavori al 14 settembre».

Si tratta di interventi di edilizia leggera, che consentono di ricavare nuovi spazi o sistemare i bagni e gli interni in modo da garantire il rispetto delle norme anti-covid.

Qui (report scuole) l’elenco e l’importo dei lavori, realizzati utilizzando la prima tranche di 1,3 milioni concessa dal governo (finanziati con i fondi Pon, il Programma Operativo Nazionale del ministero dell’Istruzione che definisce le priorità strategiche del settore scolastico), che hanno interessato 47 scuole e riguardato, ad esempio, la costruzione di tramezze per aumentare il numero delle classi, l’adeguamento dei bagni e degli ambienti promiscui, l’abbattimento di pareti per assicurare ambienti più ampi e l’adattamento degli infissi per rendere agibili alcune aree. Gli altri 350 mila arrivati a settembre sugli 800 mila richiesti (finanziati con il dl del 19 maggio 2020 n. 34) serviranno per i lavori di 21 scuole e termineranno a ottobre. «Il Comune si è fatto carico finanziando con fondi propri la cifra mancante, ma speriamo in un rifinanziamento statale», afferma Piciocchi.

185 i traslochi con una spesa di 100 mila euro per il ritiro degli arredi. I computer e le attrezzature elettroniche non più utilizzate sono state già smaltiti come Raee grazie a un accordo con Amiu, mentre i banchi a due posti sono stati stoccati provvisoriamente nell’ex mercato di Bolzaneto in attesa di una sistemazione definitiva (quelli rotti saranno smaltiti, gli altri potrebbero tornare utili terminata l’emergenza covid).

Tredici le scuole che hanno dovuto chiedere spazi aggiuntivi fuori dal plesso per ospitare circa 800 alunni in totale, si tratta della scuola Nino Bixio di Granarolo in salita di Granarolo (scuola secondaria di primo grado) che sistemerà 80 studenti nell’ex scuola dell’infanzia di salita Granarolo 11 di proprietà dell’Istituto Suore Povere Bonaerense di San Giuseppe, la media Borzoli in via Muscola (secondaria di primo grado) ne sistemerà 60 nell’edificio che ospitava la Marconi a Sestri (ex Torringhton) in via Calda 5. Stessa sorte per 100 alunni della Foglietta in via Ursone da Sestri (scuola primaria). La Don Milani-Colombo in salita Carbonara (secondaria di primo grado) sfrutterà i locali della palestra della Cooperativa La Salle per l’educazione fisica, la Daneo in via della Concezione (primaria) avrà 60 posti nella palestra in piazza Lepre 2, la Doria in via Struppa (primaria) e la Santullo in via San Felice (primaria) utilizzeranno il vicino campo da calcio per l’attività di educazione fisica, la Alighieri in piazza Rissotto (primaria) avrà 50 posti negli spazi della sede Anpi, mentre l’Inferiore Fasciotti in piazza Pallavicini (scuola dell’infanzia) potrà sistemare 60 piccoli nell’edificio delle Santa Dorotea, la Sbarbaro in via Bordone (primaria) avrà 200 posti a disposizione nell’ex casa delle Suore di via Bordone, la Doria-Pascoli Banderali in via Banderali (secondaria di primo grado) sta valutando la possibilità di utilizzare il Teatro della Gioventù, la Palli in via Vecchi (primaria) ha 20 posti nell’ex ospedale psichiatrico, mentre la situazione della Bertani in salita delle Battistine (secondaria di primo grado) è ancora da definire.

«Alcune esigenze di spazi extra di alcuni dirigenti scolastici sono rientrate – fa sapere Piciocchi – perché non c’è la sicurezza di avere personale sufficiente per garantirne il funzionamento». Al momento, per esempio, la soluzione ipotizzata dal Comune di prendere in affitto alcuni cinema del centro cittadino si è scontrata con l’impossibilità di prevedere degli spazi di appoggio per scrivere o la mancanza di personale Ata.

Per quanto riguarda la ristorazione è confermato l’assetto tradizionale pre-covid, ma molti alunni mangeranno in classe perché molti refettori sono stati usati per gli spazi dedicati alla didattica.

Servizi comunali per l’infanzia 0-6 anni, partenza positiva

Guido Gandino, direttore delle politiche dell’Istruzione per le nuove generazioni e politiche giovanili, ha fatto il punto sulla partenza dei servizi comunali per infanzia da 0-6 anni oggi a Genova: 84 strutture. «Ci siamo basati sull’esperienza dei centri estivi che avevano coinvolto 500 bambini. Qui tra nido e scuola dell’infanzia siamo a circa 6 mila bambini. Le principali difficoltà riguardano il fatto che si tratta di gruppi chiusi e bisogna quindi prevedere un’eventuale assenza dell’insegnante. Per questo abbiamo incrementato l’organico con 60 nuovi contratti tra tempo determinato e indeterminato. Si tratta di personale interno. Ogni mattina verrà misurata la temperatura, come era già accaduto nei centri estivi». Il bilancio delle 5 settimane di servizi durante l’estate ha visto una dozzina di casi di febbre e nessun positivo al Covid.

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