Il ministero dell’Economia e quello dello Sviluppo Economico hanno presentato le misure dell’articolo 26 del Decreto Rilancio, dedicato alla patrimonializzazione delle Pmi. Si tratta di interventi fiscali (per i quali si rimanda al decreto attuativo dello scorso 10 agosto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 agosto 2020) e dell’istituzione del Fondo Patrimonio Pmi.

Il Fondo – gestito da Invitalia e con una dotazione iniziale di 4 miliardi di euro – è finalizzato alla sottoscrizione entro il 31 dicembre 2020 di obbligazioni o titoli di debito subordinati, emessi dalle società di capitali:

Con ricavi compresi tra 10 e 50 milioni di euro;
Con un numero di dipendenti inferiore a 250;
Che, a causa dell’emergenza Covid-19, abbiano subito nei mesi di marzo e aprile 2020, una riduzione complessiva dei ricavi, rispetto allo stesso periodo 2019, non inferiore al 33%;
Che abbiano effettuato entro il 31 dicembre 2020, un aumento di capitale pari ad almeno 250 mila euro successivamente al 19 maggio 2020 ed entro la data di presentazione della domanda, comunque non oltre il 31 dicembre 2020.

Sono inoltre ammesse le imprese in concordato preventivo di continuità con omologa già emessa che si trovano in situazione di regolarità contributiva e fiscale all’interno di piani di rientro e rateizzazione già esistenti al 19 maggio 2020 (data di entrata in vigore del Dl Rilancio).

L’intervento si cumula – nei limiti del 25% del fatturato o del doppio della spesa salariale o del fabbisogno di liquidità della società per i 18 mesi successivi alla concessione dell’aiuto – con eventuali altri finanziamenti garantiti ai sensi del Temporary Framework sugli aiuti di Stato.

Sul sito di Invitalia è reperibile tutta la normativa e la documentazione.

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