È nata 50 anni fa come azienda di famiglia, il business concentrato solo sul mercato navale e sulle attività del porto di Genova. Oggi è tra i leader della distribuzione dei gas tecnici compressi, alimentari, ospedalieri e refrigeranti, in Italia e all’estero, e presto sarà uno dei pochi impianti di bombolamento CO2 alimentare ad avvalersi della certificazione ISO 22000 per la sicurezza alimentare. Parliamo della genovese Gasmarine.

«L’azienda è stata fondata cinquant’anni fa da mio padre – racconta Massimiliano Devoto, amministratore unico di Gasmarine BV – ed era inizialmente concentrata sulle attività portuali. Poi, con la crisi degli anni Settanta-Ottanta, pur mantenendo sempre l’azienda in famiglia, abbiamo diversificato il business, ampliandolo alle attività “a terra”, come ospedali e officine». Il mercato di riferimento si è ulteriormente allargato una quindicina di anni fa, grazie all’introduzione della possibilità di utilizzare l’anidride carbonica per il gasamento anche in ambito alimentare. «Avevamo deciso di contattare una delle più importanti multinazionali del settore, SodaStream, per proporre loro una partnership – spiega Devoto – Hanno rifiutato. Ma noi non ci siamo fermati».

E così, nell’ottobre del 2018, un nuovo e decisivo cambiamento per la società: «È nata Gasmarine srl, joint venture con Air Liquide, leader mondiale di gas tecnici, medicali e alimentari. Abbiamo unito le nostre clientele proprio sui gas tecnici, nonché i rispettivi territori di competenza, riuscendo così a consolidare quanto costruito in tutti questi anni».

Gasmarine BV in numeri

6 milioni di euro di fatturato (2018)
30 dipendenti
15 agenti commerciali
600 distributori

Gasmarine srl può contare su 30 dipendenti, mentre un’altra trentina di persone è impiegata in Gasmarine BV, a cui compete tutto l’ambito “beveral”: gas alimentari destinati al canale horeca e al domestico. Pensando a questo mercato, Gasmarine BV ha sviluppato una serie di prodotti e servizi, a partire da Gas-Up: il marchio, di cui l’azienda è ideatrice e proprietaria esclusiva, raccoglie diversi tipi di accessori, dai gasatori alle loro ricariche, fino alle borracce.

«Proprio il mercato domestico di Gasmarine BV – spiega Devoto – è stato quello che ha tenuto maggiormente durante i mesi più duri della pandemia. Se da un lato il nostro business all’estero ha subito una decisa frenata, il mercato nazionale è quasi raddoppiato, spinto soprattutto dall’e-commerce. A causa del lockdown, invece, il canale della ristorazione si è fermato».

Le prospettive di raggiungere i 10 milioni di euro di fatturato nel 2021 sono dunque solo rimandate, così come sono rimandati causa Covid anche molti progetti che erano destinati a partire a febbraio di quest’anno: «Tra 2019 e 2020 abbiamo investito ben 5 milioni di euro in diversi progetti, in primis quello sulla certificazione Iso 22000 per la sicurezza alimentare − afferma Devoto − Un obiettivo costretto solo a slittare di qualche mese: si tratta di una certificazione che ci qualifica ulteriormente, non sono molti gli impianti di bombolamento CO2 alimentare ad avvalersi di questo standard». Attesa nei primi mesi del 2020, la certificazione arriverà in autunno.

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