In Liguria la spesa per il benessere ammonta a 900 milioni di euro, dei quali il 42% è riservato alla sana alimentazione, il 23% alla cura del corpo e il 19% all’attività fisica.

Il dato emerge dal Rapporto sull’Economia del Benessere 2020, seconda edizione dell’indagine voluta da Philips e realizzata da Doxa per analizzare stili di vita, abitudini e tendenze di consumo degli italiani.

L’emergenza legata al Covid-19 non sembra aver influito negativamente su come i liguri percepiscono il proprio stato di salute. Al contrario, la percentuale di quanti lo valutano positivamente è salita all’82%, 4 punti percentuali in più rispetto al 2018, ed è ora in linea con la media nazionale (81%).

La regione continua a vantare la più alta percentuale in Italia di persone che praticano attività fisica, benché il dato sia sceso all’81% contro l’85% del 2018, seguendo il calo registrato in tutto il Paese, con l’attuale media nazionale che si attesta al 76% (vs 78% nel 2018).

I liguri perdono invece il poco ambito primato di più stressati d’Italia, con una percentuale che oggi si ferma al 31% della popolazione (vs 36% del 2018), in linea con la media nazionale (30%).

La pandemia ha inoltre peggiorato la già scarsa qualità del sonno degli abitanti della regione. Oggi il 60% dichiara di soffrire talvolta o spesso di problemi di insonnia, in linea con la media italiana (59%), ma ben il 7% in più rispetto al 2018.

«La crisi indotta dal Covid-19 ha impattato anche sulla spesa che gli italiani dedicano a prodotti e servizi per il benessere, che hanno registrano una contrazione di oltre 6 miliardi rispetto al dato 2018 − ha commentato Simona Comandè, general manager Philips Italia, Israele e Grecia − A questo periodo di sfide senza precedenti, Philips ha risposto mettendo al centro 3 elementi chiave della nostra strategia: innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. Creare dunque soluzioni all’avanguardia, in grado di fare la differenza, anche a distanza, per clienti e consumatori, e di supportare al tempo stesso i nostri obiettivi di sviluppo sostenibile. Abbiamo lavorato per trasformare un problema in un’opportunità e proprio la crescente attenzione dei consumatori italiani verso la sostenibilità e l’ambiente, emersa da questa seconda edizione del nostro rapporto, ci stimola a rinnovare il nostro impegno quotidiano a migliorare la vita delle persone».

L’81% degli abitanti italiani valuta oggi positivamente il proprio stato di salute generale, un dato praticamente invariato rispetto alla precedente edizione del Rapporto. Ciò nonostante, l’emergenza Covid-19 ha generato contraccolpi significativi sulle pratiche e gli acquisti orientate alla prevenzione, alla sana alimentazione e alla componente edonistica del benessere.

Sebbene la ripartizione del paniere di spesa sia in linea con quanto rilevato nella prima edizione della ricerca – 40% della spesa riservato alla sana alimentazione (vs 41% 2018), 23% alla cura del corpo (vs 24% 2018) e 19% all’attività fisica (Vs 20% nel 2018) – sono i numeri in termini assoluti a far emergere un quadro sostanzialmente diverso. La spesa in sana alimentazione ammonta quest’anno a 14,9 mld di euro, registrando una contrazione del -15% rispetto ai 17,5 mld del 2018, quella per la cura del corpo è scesa a 8,6 mld euro dai 10,2 mld euro della scorsa rilevazione (-15%), mentre quella per l’attività fisica è pari a 7,1 mld euro, segnando un decremento del -17% dagli 8,6 mld euro del 2018.

Dopo mesi di lockdown, in cui i cittadini italiani sono stati soggetti a elevati livelli di tensione e incertezza, non è casuale che a reggere il confronto con la rilevazione precedente siano proprio la spesa per la gestione dello stress (4,8 mld vs 4,9 mld 2018 pari a -2%) e per il sonno. Quest’ultima va addirittura in controtendenza, raggiungendo i 2,1 mld di euro: una crescita del +16% rispetto agli 1,8 mld del 2018.

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