I pubblici esercizi potranno leggere i buoni pasto elettronici su un unico dispositivo, a prescindere da quale sia la società emettitrice. L’importante novità proposta nei due emendamenti a firma dei senatori Gianmauro Dell’Olio e Daniele Manca, ha visto la sua approvazione definitiva lo scorso 10 settembre, giorno in cui il Dl semplificazioni è diventato legge, e stamattina è in Gazzetta Ufficiale.

«Questo importante risultato è una vittoria della Federazione che per anni ha denunciato quanto fosse complesso e costoso il sistema dei buoni pasto – commenta il vicepresidente vicario di Fipe-Confcommercio, Aldo Cursano – come già detto tante volte, il pos unico consentirà ai nostri imprenditori di ridurre le spese in maniera significativa. Con il vecchio sistema si era costretti a sostenere il 25% di spese ogni 1.500 euro di fatturato, solo per installazione, commissioni e contratti di affitto dei vari lettori elettronici. Mai come ora ogni tipo di taglio ai costi di gestione di un’attività è ossigeno puro per un settore in crisi come il nostro».

I problemi e le distorsioni che riguardano il sistema buoni pasto non sono certo finiti, ricorda Cursano. «Auspichiamo quanto prima anche un intervento per ridurre le commissioni che oggi toccano il 20%. La scontistica sul valore nominale del buono pasto, imposta dalle gare al massimo ribasso, è insostenibile per gli esercenti e confermiamo con forza il nostro impegno a cambiare questo stato di cose. Il plauso per l’introduzione del Pos unico resta tale, ma fatto 30 proviamo a fare 31 e speriamo che l’attenzione dimostrata al nostro comparto non si affievolisca».

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