15 mesi dopo l’inizio dei lavori di costruzione del nuovo Ponte di Genova, Webuild e Fincantieri consegnano le chiavi dell’opera al sindaco di Genova e Commissario Straordinario per
il Ponte Marco Bucci.

Terminati i lavori di finitura sulla parte superiore del Ponte, emesso con esito favorevole il Certificato di Collaudo Statico, effettuata quindi l’ispezione di viabilità per consentire l’apertura al traffico, con la firma del Protocollo d’Intesa, il Ponte passerà dalla Struttura Commissariale al Ministero delle Infrastrutture e dei Traporti e quindi al Concessionario che, presa in carico l’infrastruttura, procederà con l’apertura all’esercizio. Webuild e Fincantieri hanno fornito tutta la documentazione tecnica e di qualità che ripercorre un anno scandito dalla costruzione dei 1.067 metri del ponte, con le 18 pile alte fino a 45 metri che sorreggono l’opera, con i 19 impalcati e i 67mila metri cubi di calcestruzzo. Un lavoro portato avanti per circa 420 giorni complessivi dal posizionamento del primo palo alla Consegna al Commissario, oltre 10.100 ore di lavoro, tutti i giorni escluso il solo giorno festivo di Natale e i giorni di blocco dovuti alle condizioni metereologiche proibitive.

Un lavoro su turni per 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, realizzato da oltre 1000 persone di 40 mestieri differenti impegnati in alcuni momenti in venti cantieri paralleli, anche durante l’emergenza sanitaria del Covid. Tutte le persone che hanno preso parte a questa impresa hanno il loro nome inciso sulla targa bronzea svelata durante il
concerto dell’Accademia di Santa Cecilia, il 27 luglio, benedetta dall’Arcivescovo di Genova Mons. Marco
Tasca, che sarà issata su una delle pile.

«Questo ponte è il sogno di una vita – dichiara l’amministratore delegato Webuild Pietro Salini – Siamo riusciti a fare una cosa bellissima. E l’abbiamo fatta col cuore ed eventuali margini dovessero derivare per noi da questa impresa andranno tutti in beneficenza. Abbiamo messo in quest’opera tanta tecnica quanta passione, come le note della musica che ha risuonato in questa valle per le nostre maestranze durante il concerto del 27 luglio. Abbiamo lavorato notte e giorno per spirito di servizio nei confronti del Paese, e siamo stati orgogliosi di poter collaborare con 330 piccole aziende da tutta Italia che rappresentano l’eccellenza del nostro made in Italy. Un lavoro di squadra esemplare che è lo stesso che anima il nostro Progetto Italia: concretezza, capacità straordinarie e passione. Oggi consegniamo le chiavi di un ponte che è di tutti gli italiani. Mostriamo al mondo che siamo in grado di creare opere innovative e sicure, perché la vita di chi lavora e di chi utilizza ponti, strade, treni e metro per muoversi ogni giorno resta la priorità assoluta. Sventoliamo questa bandiera di impegno e successo per recuperare tanti anni e occasioni perse, lavorando per dare un volto nuovo al Paese che
lasceremo come eredità alla prossima generazione».

Negi ultimi giorni di lavoro è stata effettuata la posa dello strato di usura (lo strato di asfalto più superficiale, dell’altezza di 4 cm), l’installazione
della segnaletica orizzontale e verticale e del sistema robotico che verificherà lo stato di integrità dell’infrastruttura e permetterà di intervenire con eventuali azioni di manutenzione in via preventiva.
Continueranno ora a terra le ultime attività secondarie che non impattano sulla viabilità del nuovo Ponte San
Giorgio, pronto per essere inaugurato oggi pomeriggio alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del
Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

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