Semplificare l’applicazione dell’Imu da parte degli operatori e agevolare i cittadini in seguito a una primavera difficile. Queste le priorità considerate dall’amministrazione comunale di Sestri Levante nella proposta di una nuova regolamentazione adottata dal Comune per l’anno 2020 e approvata durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale.

Nel dettaglio, il nuovo piano prevede la conferma delle aliquote vigenti nel 2019 e delle agevolazioni in atto oltre all’azzeramento dell’aliquota prevista per determinate categorie, quali, per esempio, i fabbricati rurali a uso strumentale o i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita.

Vengono quindi confermate aliquote ridotte per svariate categorie quali: 3,90 per mille per la prima casa di lusso, 4 per mille per le abitazioni in affitto a canone concordato, 6 per mille per le abitazioni in affitto a canone libero con contratto registrato, o concesse in comodato a parenti, residenti, di primo grado, residente, 6 per mille per gli immobili in affitto ad uso commerciale che abbiano aderito al “patto d’area”.

Il consiglio ha inoltre stabilito la riduzione dell’aliquota di base prevista per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D allo 0,76 per cento (contro un’aliquota di base che per legge si attesta sullo 0.86 per cento), una decisione che permette ai contribuenti di risparmiare circa 1 milione e 500 mila euro. Sono 360 gli edifici destinatari della decisione presenti sul territorio, quali stabilimenti industriali, strutture ricettive, locali di spettacolo, istituti di credito. Esenti dall’applicazione Imu i terreni agricoli, in quanto il Comune di Sestri Levante rientra nella classifica dei Comuni montani.

Restano invariate le scadenze per il versamento dell’imposta, 16 giugno e 16 dicembre. Tuttavia entro il 30 settembre non verranno applicati sanzioni e interessi sulla prima rata di acconto.

La redazione nel nuovo programma è stata resa possibile dall’abolizione, a partire dal 1 gennaio 2020, dell’Imposta Unica Comunale (Iuc) ad opera della Legge di bilancio, che ha lasciato in vigore soltanto l’applicazione della Tari, unificando le imposte Imu e Tasi e semplificando così la vita a Comuni e contribuenti.

I presupposti della nuova Imu sono analoghi a quelli della precedente imposta, in linea di continuità con quella vigente fino al 2019. Sebbene i Comuni non siano obbligati ad adottare un nuovo regolamento, l’amministrazione ha ritenuto opportuno muoversi in tal senso al fine di valorizzare gli ambiti discrezionali rimessi dalla legge alla potestà regolamentare del Comune. Quest’anno i Comuni possono ancora differenziare le aliquote in piena libertà, dato il regime transitorio del 2020, ma dal 2021 sarà necessario attenersi a una “griglia” di aliquote predeterminata dal Dipartimento delle Finanze, utilizzando un’applicazione del Portale del federalismo fiscale.

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