«Modello Genova non vuol dire deregulation». Lo ha spiegato Maurizio Michelini, responsabile del procedimento per l’appalto di costruzione della struttura commissariale e presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Genova, questa mattina ai Magazzini del Cotone.

«La struttura commissariale e io come responsabile del procedimento per l’appalto di costruzione – ha spiegato Michelini – abbiamo operato nell’ambito del decreto 109/2018, con la possibilità di lavorare secondo il buon senso e le buone prassi nel rispetto del diritto Ue. Non c’è stata deregulation, come ha detto qualcuno, intanto perché il potere commissariale non può superare le norme del diritto penale. E poi noi seguiamo le regole ma se, per esempio, nei meandri del sistema burocratico italiano esistono norme che possano bloccare i lavori e sono in contrasto con il diritto Ue, le disapplichiamo. Piuttosto – ha precisato Michelini – si potrebbe parlare di approccio diverso, non più burocratico ma teleologico, finalistico. Basato su orientamenti e linee guida del diritto Ue».

Secondo questo approccio viene affermato il principio rispetto alla regola e viene meno il concetto stesso di deroga: è permesso tutto ciò che non è vietato dalla legge. «Chi sbaglia deve pagare – ha detto Michelini – ma chi lavora bene deve poterlo fare».

Quanto alla prevenzione del crimine, questa «è stata realizzata in modo pratico ed efficace, con personale sul campo e addetti all’intelligence, non attraverso pratiche burocratiche, un metodo che è stato indicato come modello dalla stessa Dia».

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