Il 9 marzo 2019 è nato a Genova “Morandi Obbiettivo Memoria”, un luogo virtuale a disposizione di tutti, un “memoriale”, una piattaforma web (mom.associazionetea.it) per conservare la memoria dei fatti e delle testimonianze che hanno riguardato il crollo del viadotto Morandi del 14 agosto 2018.

Lo ricorda Mauro Baldassarri, coordinatore del progetto, in occasione dell’inaugurazione del nuovo ponte Genova San Giorgio.

«La sua nascita digitale ha coinciso simbolicamente con giorno in cui la Pila 8, il primo degli impalcati del viadotto a essere abbattuto, sarebbe dovuta implodere, opzione che poi è stata invece esclusa – commenta Baldassarri – Questo è stato però, di fatto, il punto di non ritorno, da cui non è più potuto tornare indietro. Nulla, da quel giorno, nel bene o nel male, potrà tornare come prima. È per questo che nello stesso giorno ha preso vita online Morandi Obbiettivo Memoria. Per mettere a disposizione un archivio aperto di memorie della vicenda, cui cercheremo di dare uno schema temporale: prima (costruzione del ponte) durante (il crollo) e dopo (la ricostruzione)».

Il progetto, che nasce in seno all’Associazione Tea – Turismo e Ambiente, consiste in un portale on line e in cui si attiva la raccolta di documenti e testimonianze riguardanti il ponte Morandi, seguendo le scansioni temporali illustrate. Successivamente, il luogo virtuale tenterà di diventare uno strumento per arrivare alla costruzione di un vero e proprio luogo della memoria “fisico”, una sorta di “Ground Zero” genovese, per il quale si spera di poter arrivare a un concorso pubblico internazionale di idee e progetti.

«Tante cose sono state dette, scritte, fotografate e riversate sul web e sui social network, dopo la tragedia – spiega Baldassarri – Noi vorremmo provare a dar loro una forma organica e un luogo in cui essere mappate e conservate. Per preservarle dall’oblio cui il flusso incessante dei social le condanna inevitabilmente. Speriamo quindi in un coinvolgimento diretto poiché il nostro Morandi Obbiettivo Memoria cerca e cercherà testimonianze e storie di chi ha vissuto il crollo in prima persona, familiari delle vittime, sfollati, abitanti ai confini della zona rossa. Ma sarà anche un racconto indiretto che cercheremo di ricostruire attraverso storie, immagini, filmati che girano liberi in rete che proveremo a ordinare e mappare. Il nostro non sarà un lavoro “politico”, non andremo in cerca di rivendicazioni, polemiche o lamentele, ma cercheremo e riordineremo soltanto storie e documenti, certi di poter dare un valido contributo a chiunque voglia conoscere e ricordare cosa è successo il 14 agosto 2018».

L’obiettivo di MOM è tenere aperto a contributi e storie questo luogo virtuale affinché sia conservata la memoria di una tragedia che ha segnato profondamente la città di Genova.

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