Riformare la struttura della Regione, senza barricarsi dietro a ideologie. Tuttavia “la terza via” di Aristide Massardo è chiara: né con Toti, né con Sansa, alla luce di quanto fatto e detto dagli altri due candidati presidenti. «Siamo naturalmente alternativi agli altri – dice Massardo – come è stata fatta opposizione negli ultimi 5 anni? In tanti hanno cambiato casacca. Noi vogliamo pensare solo alle soluzioni, non alla propaganda come Toti e se ci diranno di no si prenderanno la responsabilità di farci scivolare verso il nulla. Siamo già su un piano inclinato, unto per farci scivolare più velocemente. Per questo siamo in gara e vogliamo vincere».

Oggi la presentazione dei candidati nei collegi delle quattro province: trenta persone tra sindaci, consiglieri regionali e comunali, geologi, transfughi del Pd e del Movimento 5 Stelle che si sono sentiti traditi, esponenti dei partiti nazionali che sostengono la lista Massardo, candidato alla presidenza della Liguria: Psi, + Europa, Italia Viva.

Un laboratorio che guarda al nazionale

«Questo è un inizio per la costituzione di un polo riformista civico – afferma Massardo – stiamo parlando con forze nazionali, anche con Azione di Calenda. Siamo accomunati dall’idea che l’antipolitica, il sovranismo, il populismo, anche quello di sinistra come quello di Sansa, stanno rovinando la nostra società. Serve competenza, serve etica, serve trasparenza, visto che la politica gestisce le tasse, i nostri soldi».

«Questa è la classe del prof. Massardo – scherza così l’ex preside di Ingegneria – persone valide e preparate che ritengono questa una proposta alternativa a quelle giustizialiste e populiste».

Non mancano gli attacchi a Ferruccio Sansa, il candidato di Pd e Movimento 5 Stelle: «La differenza tra noi e loro sta nella sostanza, un conto è dire vorrei fare, un conto cosa faccio, noi abbiamo lanciato sette proposte concrete. Invece se dici che vuoi assumere tante persone e poi non hai i soldi per farlo è solo populismo».

Sulle infrastrutture per esempio Massardo è chiaro: «Quelle che devono essere ancora completate sono state pensate 30 anni fa. Pensiamo all’Aurelia bis nel Ponente, ma anche alla Spezia perché non sono state ancora concluse? Chi è il responsabile?».

Sulla Gronda: «Il tema è già arrivato al ministero delle Infrastrutture: se decide di farla ok se decide di fermarla ok, ma quello che non bisogna fare è prendere in giro le persone: la Gronda è il collegamento tra la val Polcevera e Voltri, non il lotto che rifà la confluenza tra A7 e A12, parlare di questo significa solo prendere in giro le persone». Tuttavia Massardo va oltre: «Chi abita a Imperia o alla Spezia può anche essere stufo di questioni genovesi. Noi dobbiamo farci certe domande: la gente ha lavoro o non ha lavoro? Come dare all’entroterra facilitazioni a partire da zone tax free? Abbiamo tanti problemi dalla sanità all’agricoltura che è stata massacrata: noi perdiamo fondi europei perché sono distribuiti a pioggia».

Massardo è lapidario su Toti: «In questi 5 anni ho visto una carenza di capacità progettuale e nella realizzazione di cose che hanno pensato altri. Il ponte è stato rifatto solo perché è crollato».

Ecco i nomi:

Collegio di Genova

Valter Giuseppe Ferrando consigliere uscente Regione Liguria di Italia Viva, direttore in aspettativa dell’Unità Operativa di chirurgia oncologica e dei sistemi impiantabili all’ospedale San Martino di Genova;
Maria Josè Bruccoleri, farmacista, consigliere comunale a Genova per Italia Viva.
Arcangelo Merella, socialista, già assessore ai Trasporti del Comune di Genova. Fondatore del movimento civico Ge9sì.
Anna Pettene, avvocato e mediatore famigliare. Presidente dell’osservatorio bullismo e cyberbullismo.
Benedetto Costa Broccardi detto Bebo Costa coordinatore di + Europa.
Serafina Funaro, avvocato.
Giuseppe Maggioni detto Pippo, già sindaco di Camogli.
Rossella Banin.
Luca Barigione detto Barisone, dirigente di Postel e attivo nel Rotary Club Genova Sud Ovest.
Marta Pardini medico, da anni con ruolo di coordinamento tra ospedale e territorio.
Rosario Amico già assessore provinciale e sindaco di Serra Riccò.
Oriana Moreschini sostenitrice delusa del Movimento 5 stelle.
Franco Elter detto Marco, docente di geologia strutturale.
Barbara Loretti, ingegnere civile ambientale esperta di sicurezza con lavoro.
Giovanni Beverini, avvocato di Chiavari, già coordinatore di Forza Italia a Chiavari.
Massimo Riva, presidente del comitato Sole rosso per i diritti civili.

Collegio della Spezia

Juri Michelucci, consigliere regionale uscente di Italia Viva.
Dina Nobili, consigliere comunale alla Spezia, ha dato le dimissioni dalla segreteria provinciale del Pd, ed è passata a Italia Viva. Laureata in tecnico di radiologia medica.
Alberto Battilani, sindaco di Bolano.
Paola Roberta Faggioni, esponente del Psi, già assessore alla Cultura a Portovenere.
Floriana Vettori, indipendente, impegnata nel Terzo Settore.

Collegio di Imperia

Paola Cristina Consiglio, docente di Imperia.
Roberto Saluzzo, capogruppo in consiglio comunale per la lista “Imperia di tutti”, socialista.
Patrizia Acquista, già capogruppo Pd a Ventimiglia. Uscita dal partito.
Valerio Ferrari, il sindaco più giovane della Liguria: 27 anni primo cittadino di Terzorio, laureato in economia aziendale.

Collegio di Savona

Sara Badano, socialista, dal 2019 nel coordinamento della segreteria regionale.
Barbara Pasquali, avvocato, capogruppo per Italia Viva in consiglio comunale a Savona.
Vincenzo Munì, 39 anni, consigliere comunale ad Albenga.
Carlo Frumento, consigliere comunale a Savona.
Massimo Giacchero.

 

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