La chiusura dei locali da ballo imposta dall’ultimo provvedimento del governo costa alla Liguria 800 milioni di euro. È la stima della Silb, il Sindacato italiano locali da ballo, che lamenta «l’assenza di rispetto verso le imprese, i lavoratori e i clienti dei locali».

Lo sostiene Fabrizio Fasciolo, presidente di Silb Savona e portavoce regionale del sindacato: «In questa ordinanza si vede la capacità del governo − dichiara a Liguria Business Journal − che sa fare valutazioni solo in base a ciò che vede e legge sui social, che sono pieni di luoghi comuni. I locali adottano le misure di sicurezza, a partire dalla misurazione della temperatura all’ingresso, ma se una discoteca non segue le regole, allora tutte devono essere punite. Credo invece che debbano essere sanzionati i comportamenti errati, soprattutto quelli individuali: se i ragazzi si tolgono la mascherina, è giusto che vengano multati».

L’ordinanza, spiega Fasciolo, va a colpire non solo le discoteche, ma un mondo ben più variegato: «Il settore comprende anche sale da ballo, dal liscio al sudamericano, dove si recano molte coppie, anche mature − spiega − Un mondo che dà lavoro nel complesso a circa 10 mila addetti in tutta la Liguria, di cui molti stagionali. Persone che se non raggiungono un determinato numero di giorni di lavoro quest’estate, non potranno usufruire della disoccupazione il prossimo inverno. E noi fino a ora abbiamo lavorato a spizzichi e bocconi. Ma purtroppo si tratta di lavoratori sempre considerati di serie B».

Oltre alla “sospensione delle attività di ballo”, il provvedimento firmato dal ministro della Salute Roberto Speranza introduce da oggi anche l’obbligo, dalle 18 alle 6, di “mascherina all’aperto, negli spazi di pertinenza dei locali e dei luoghi aperti al pubblico e negli spazi pubblici (vie, piazze, ecc.) che per caratteristiche favoriscono gli assembramenti”. Il provvedimento non ammette deroghe con ordinanze regionali: «Noi, come Regioni, abbiamo fatto il possibile per migliorarlo e renderlo meno vessatorio − sostiene Giovanni Toti, presidente di Regione Liguria, in un’intervista al Corriere della Sera − Per esempio abbiamo chiesto e ottenuto che non si chiudano i locali pubblici ma se ne limiti una parte delle attività. E ciò sta a significare che in qualche modo potranno continuare a lavorare. Inoltre, abbiamo chiesto al governo di risarcire il danno che questa misura produrrà».

Clicca qui per scaricare l’ordinanza del ministero della Salute

Secondo le associazioni di categoria nazionali, che non escludono un ricorso al Tar, il danno per il settore si aggira intorno ai 4 miliardi di euro. Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha promesso che «saranno comunque appostate risorse specifiche per ripianare il danno nel dl Agosto». Per Speranza è necessario «non vanificare i sacrifici fatti nei mesi passati. La nostra priorità deve essere riaprire le scuole a settembre in piena sicurezza».

Secondo il presidente della Regione Liguria, «l’unica giustificazione a una limitazione dei diritti degli italiani è la preoccupazione di non riuscire a curare i malati. E oggi questa preoccupazione non solo non c’è, ma è lontanissima dall’esserci. I nuovi contagiati non stanno alimentando nuovi ricoverati. Detto in altri termini, i nuovi malati di Covid, che i nostri uffici rintracciano, non sono realmente malati ma spesso sono portatori asintomatici, oppure persone con pochissimi sintomi che non necessitano ricovero”. La vera emergenza, ribadisce Toti al Corsera, “è quella economica”.

1 COMMENTO

  1. I numeri del Lotto: se un mese di lavoro per le balere valesse 4 miliardi in tutta Italia non varrebbe 800 milioni (un quinto) nella sola Liguria. E poi sappiamo tutti la verità: pochissime hanno aperto e occupano sì e no una ventina di persone l’una, fra d.j. e baristi. A Roma sono in 500 a rischio contagio per una sola serata in discoteca a Porto Rotondo. O vogliamo finire come Spagna e Germania che stanno facendo chiusure più pesanti? O come Usa e Brasile con mille morti al giorno? Anche in Francia 3000 casi al giorno. Meglio chiudere le discoteche che le fabbriche e le scuole (e gli stessi ristoranti dove lavorano decine di migliaia di persone).

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