«Difficile quantificare le ricadute dei disagi autostradali sulla perdita di produzione nell’industria e servizi. Quel che è certo è che hanno inciso sugli extra costi. Oltre a rappresentare un danno reputazionale enorme». Così Giovanni Mondini, presidente di Confindustria Genova, commenta la situazione sulla rete autostradale ligure e le ricadute nel settore industriale del capoluogo, in occasione della presentazione dei dati dell’economia genovese del primo semestre dell’anno.

Oltre agli effetti del Covid-19, a pesare sull’andamento negativo di industria e servizi, da giugno, anche i disagi sulla rete delle autostrade in Liguria, che si sono tradotti in ritardi sulle consegne, trasporti eccezionali fermi e non solo: «Ci sono esempi di imprese che non hanno potuto fare colloqui e quindi hanno rinunciato ad assumere, figure dirigenziali milanesi che si sono rifiutate di venire in Liguria».

«Il danno è enorme, anche se difficile da quantificare − spiega Mondini in merito alle richieste di risarcimento danni al ministero − Per alcuni settori è più semplice, come quello dei trasporti: Trasportounito, per esempio, ha già pronto un dossier con tutte le richieste di risarcimento, che ha formulato utilizzando lo stesso sistema adottato nel caso del Morandi. Sarà importante individuare i criteri e, laddove non si troverà un criterio, proveremo in un altro mondo. Non mi interessa che i soldi arrivino da Aspi o da un fondo del ministero, l’importante è che arrivino».

Il prossimo incontro al ministero dei Trasporti sarà il 2 settembre: c’è poco meno di un mese per quantificare i danni e, successivamente, inoltrare le richieste di rimborso che, come precisa Mondini, «partiranno da dicembre 2019, in concomitanza con la frana sull’A6 e il crollo di calcestruzzo nella galleria Bertè in A26».

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