È stata portata a termine la ricerca “Dove meno te lo aspetti: biodiversità del benthos nel Porto di Genova”. Lo studio ha beneficiato di un assegno di ricerca del valore di 3.000 euro messo a disposizione da Fondazione Acquario di Genova onlus, consentendo a Giorgio Marino, studente del Corso di Laurea Magistrale in Biologia ed Ecologia marina dell’Università di Genova, di laurearsi con 110 e lode.

La Fondazione Acquario di Genova nasce nel 2003, in occasione del compleanno dei dieci anni dell’Acquario di Genova, e si collega strettamente con la missione della struttura, da sempre impegnata a informare e sensibilizzare il pubblico alla conservazione, la gestione e l’uso sostenibile degli ambienti acquatici per promuovere comportamenti positivi e responsabili.

I soci fondatori sono: Costa Edutainment S.p.A., Comune di Genova, Città Metropolitana di Genova, Università degli Studi di Genova, World Ocean Association e Associazione Amici dell’Acquario.

L’iniziativa, alla seconda edizione, conferma la volontà della Fondazione Acquario di Genova Onlus di fornire un contributo concreto allo sviluppo di progetti scientifici e di tutela e gestione sostenibile del territorio e delle sue risorse, in linea con la propria missione.

Lo studio, condotto sotto la supervisione scientifica di Marzia Bo del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita, aveva l’obiettivo di monitorare per almeno un anno la comunità di organismi marini che vivono a stretto contatto con il fondo nella parte superficiale (0-20 cm) del Porto Antico di Genova. Nel corso del periodo della ricerca sono state monitorate specie autoctone e aliene, studiandone le interazioni nel tempo e nello spazio. Un’attenzione particolare è stata data a una inconsueta popolazione della gorgonia Leptogorgia sarmentosa, che vanta di essere una delle popolazioni più superficiali di gorgonie del mondo.

La stazione di monitoraggio utilizzata è stata il pontile galleggiante situato a lato del tendone delle feste.

La biodiversità intesa come la ricchezza di specie all’interno di un ecosistema ne determina la capacità di resilienza e di sopravvivenza ed è quindi fondamentale in un ambiente fortemente antropizzato come quello portuale, sebbene presente in misura inferiore all’ambiente naturale circostante. Per queste sue peculiarità, l’ambiente portuale si è rivelato un ottimo laboratorio a cielo aperto per uno studio a lungo termine di questi organismi, in particolare per valutare le risposte di alcune specie indicatrici agli effetti potenziali dei cambiamenti climatici.

Il censimento ha evidenziato un totale di 36 organismi, la maggior parte dei quali filtratori bentonici sessili e una ricca varietà di alghe. Nella fascia più superficiale dominano balani e patelle, mentre al di sotto di questa fascia si trovano le specie target più comuni, il polichete sabellide alieno Branchiomma luctuosum e la gorgonia Leptogorgia sarmentosa, diversi idroidi, ascidie, foronidei e briozoi, oltre a diverse altre specie di policheti. Vi sono inoltre alcuni molluschi nudibranchi e diverse specie di pesci. Si tratta di poche specie ma ben adattate a questo ambiente.

Questo monitoraggio ha evidenziato aspetti interessanti di carattere ecologico e oceanografico, in particolare la resilienza di alcune specie a situazioni ambientali che innescano fenomeni di moria (come alte temperature, forti piogge o crescita di alghe), e rimarrà un riferimento per studi futuri.

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