Mobilità di merci e persone al collasso. Una situazione che non riguarda solo Genova, ma tutta la Liguria. Le risposte? Troppo vaghe, oltre a proclami da campagna elettorale da parte della politica che nulla c’entrano con la risoluzione del problema.

Un problema che riguarda circa 80 mila persone, indotto compreso, marittimi esclusi. Sono i lavoratori del settore dei trasporti che domani, 24 luglio, scenderanno in piazza nella manifestazione proclamata da Filt Cgil e Uiltrasporti a corredo dello sciopero proclamato a livello regionale (con diverse modalità, vedi box).

Da via Buozzi partirà un carosello di una trentina di mezzi: dieci tir, dieci mezzi commerciali e taxi, che si fermeranno in via XX Settembre in modo da consentire agli autisti di raggiungere lavoratori e singoli cittadini in presidio sotto la prefettura dalle 10.30 alle 12.30.

«I problemi infrastrutturali non riguardano solo le autostrade – sottolinea Roberto Gulli, segretario generale Uiltrasrporti Liguria – sono mancati gli investimenti in ferrovia e da domani ci sarà anche la chiusura del tratto per Arquata Scrivia, spostando tutto su una linea che ha anche problemi di pendenza. Il sistema è al collasso».

«Tutto questo – aggiunge Laura Andrei, segretaria regionale Filt Cgil – si ripercuote sugli autotrasportatori e gli autisti che rischiano di superare i limiti dei tempi di lavoro previsti dalle leggi e dal contratto e provoca un aumento dei rischi a causa dei continui scambi di carreggiata». Il fatto che Cosco abbia minacciato lasciare Genova sarebbe un disastro per chi lavora nei trasporti portuali. In periodo di lockdown il porto di Genova ha sofferto un calo del traffico merci del 30%. Inevitabile il ricorso agli ammortizzatori sociali, proprio per una percentuale simile di lavoratori, ma senza una viabilità efficiente sarà difficile recuperare, anche perché i porti liguri sinora non hanno mai puntato sul ferro. Non ci sono alternative per ora.

«Ci aspettavamo che il tema fosse sottratto dalla campagna elettorale – dichiara Andrei –  il rischio è di strumentalizzare i problemi o che siano lasciati volutamente a marcire. Regione Liguria, Mit e Aspi si siedano a un tavolo e ragionino per un piano di mobilità alternativa e di incentivi per il trasporto pubblico locale in modo da eliminare il più possibile il ricorso al mezzo privato».

I sindacalisti spiegano anche di aver ricevuto risposte vaghe o non soddisfacenti rispetto alla domanda che tutti si sono fatti: perché durante il lockdown non si è lavorato sui cantieri e sulle ispezioni autostradali? «Ci hanno detto che mancando aziende specializzate in Liguria, si doveva ricorrere ad aziende da fuori regione con gli operai che erano tornati nel loro Paese di origine – afferma Gulli – ma pensiamo sia una verità parziale, visto che tanti settori hanno lavorato, compreso il cantiere del nuovo ponte, ci siamo sentiti presi in giro da Aspi». Si è arrivati così al cortocircuito di oggi, frutto di una gestione non coordinata della situazione.

A soffrire, adesso, è soprattutto il settore dei trasporti e dell’indotto legato alle crociere, che riguarda tutta la Liguria: «Azzerato ancora oggi – sottolinea Gulli – il trasporto bus, il facchinaggio, il carico navi, ma anche il charter aereo e l’attività di agenti marittimi e spedizionieri e le 18 settimane di ammortizzatori Covid sono terminate. È un problema grosso. Si ricorre ad ammortizzatori ordinari in attesa di un rifinanziamento. Ci appelliamo al Mit».

Tutto il comparto dei trasporti ha comunque sofferto: il blocco dei convogli a lunga percorrenza nelle ferrovie ha visto il ricorso al fondo di settore, la riduzione del Tpl in città ha obbligato le aziende alla cassa integrazione, con una ripresa lenta e graduale.

C’è anche un’altra partita però, legata ai lavoratori di Autostrade dopo il cambiamento societario annunciato: «I lavoratori sono preoccupati – dice Andrei – non c’è la certezza che l’indotto della galassia di società attorno ad Atlantia trovi una collocazione. Va bene l’accordo finanziario, ma c’è bisogno di un piano industriale. Vogliamo capire il progetto».

Modalità e orari dello sciopero

Trenitalia; Rfi, Ferservizi; Italferr; MercitaliaRail; Mercitalia ST; Oceanogate: addetti collegati alla circolazione treni dalle ore 9.01 alle ore 17.00

Trasporto pubblico locale
Scagnelli srl
Personale viaggiante e graduato dalle 11.30 alle 15.30
Ferrovia Genova/Casella – Genova
Personale viaggiante e Graduato dalle 11.30 alle 15.30
Atp Esercizio srl e Tdc srl
Personale viaggiante e graduato dalle ore 10.30 alle ore 14.30
Tpl Linea srl – Savona
Personale viaggiante e graduato dalle ore 10.15 alle ore 14.15
Rt spa – Imperia e Rtl Srl
Personale viaggiante e graduato dalle ore 11.00 alle ore 15.00
Atc Esercizio spa – cooperativa Manarino (Riomaggiore)
Personale viaggiante e graduato dalle ore 11.00 alle ore 15.00

Porti intera prestazione lavorativa

Autostrade
Intera prestazione del 24 per tutto il personale esclusi quelli dei servizi essenziali normati dalla 146/90.

Trasporto merci e logistica
24 ore di sciopero personale viaggiante, camionisti e corrieri
A Genova: camionisti, corrieri, taxi, pullman appuntamento il 24 luglio alle ore 8,30 in via Bruno Buozzi (altezza Metro Dinegro).

Marittimi
Ritardo di mezz’ora delle partenze dei traghetti

Aeroporto: 4 ore di astensione dalle 10 – 14

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