«Io non ho rotto niente, ho un progetto civico-riformista, c’è chi non si riconosce né in un progetto sovranista né in un progetto antico, del quasi tutto no. Io ho lavorato per una coalizione più grande possibile, l’unico modo per battere Toti, e ho ricevuto apprezzamenti da molte persone». Così Aristide Fausto Massardo, 66 anni, ex preside di Ingegneria a Genova, ripercorre le vicende di questi nove mesi in cui da possibile candidato alla presidenza della Regione per Pd, M5S e sinistra radicale è diventato il candidato della coalizione costituita da Alleanza Civica, Italia Viva, Più Europa, Partito Socialista Italiano, Partito del Valore Umano.

Massardo ricorda di avere incontrato Vito Crimi, il giorno prima del lockdown, «è stato un incontro molto gradevole, interessante» ma «dopo il Covid le cose si sono complicate». Secondo l’ex preside di Ingegneria non c’è stata una scelta tra la sua candidatura e quella di Sansa, non si è mai votato in proposito, la decisione è stata imposta dalla segretaria nazionale del Pd: «Penso sia grave che persone che in Liguria non prendono un voto e sono state elette in Emilia o Piemonte decidano chi deve essere candidato dalla coalizione. In giugno ho incontrato il segretario del Pd regionale, e che mi ha detto: se c’è Sansa voto Toti. Era un incontro a tre».

Replica il segretario del Pd ligure, Simone Farello: «Non solo è un’affermazione falsa, mi sembra il tentativo, anche un po’ maldestro, di ottenere attenzione per un progetto politico molto autoreferenziale e che ha come unica giustificazione quella di regolare qualche conto del passato del centrosinistra. Il Pd sta facendo e farà solo ed esclusivamente una cosa: la campagna contro Toti. Il suo avversario è Toti e facciamo la campagna contro Toti. Il resto non ci interessa. Se qualcuno vuole fare la campagna contro il centrosinistra vuol dire che vuole aiutare Toti».

Ora per Massardo «l’obiettivo è raggiungere il massimo risultato possibile, ottenere i consensi di quelli che non votano più, che sono delusi della gestione di Toti e portare in consiglio regionale dei consiglieri che possano dare un contributo anche dall’opposizione. C’è un grande spazio al centro. E c’è bisogno di portare nella politica un po’ di competenza, di indipendenza, di serenità. Io forse ho peccato di indipendenza».

Massardo propone una visione a lungo termine per la Liguria, una visione internazionale ed europea, di una regione che non sia isolata, ma che punti sulle nuove tecnologie e sulla sostenibilità, con una sanità ben strutturata – «se diventassi presidente la prima cosa che farei sarebbe commissionare una due diligence per capire dove si sta sbagliando» – una Liguria dove Regione e Università collaborino per creare opportunità di crescita e posti di lavoro. «Stiamo lavorando al completamento del programma, che non sarà un programma di titoli come quello che quegli altri avrebbero voluto farmi firmare».

Probabile che la coalizione formi una lista unica ma si deciderà dopo la definizione della legge elettorale.

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