«Siamo di fronte a giudizi della procura della Corte dei conti che non possiamo condividere e non comprendiamo con quale metodo siano stati elaborati. Sentir parlare di livello qualitativo medio-basso della nostra sanità, considerato anche lo sforzo e i risultati ottenuti durante emergenza Covid, francamente ci lascia perplessi». Così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti commenta le osservazioni della procura regionale della Corte dei conti espresse nel corso del giudizio di parifica sul bilancio 2019.

«C’è da tenere conto – aggiunge Toti – che il giudizio di parifica, e in generale l’attività della Corte, si muove sempre, e i giudici dovrebbero tenerlo ben presente, in uno dei gangli più delicati dell’equilibrio dei poteri in tutti le democrazie, cioè tra il principio di legalità e la sovranità che, per l’articolo 1 della Costituzione, appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione, attraverso i suoi rappresentanti. Pertanto, continua a lasciarci perplessi la volontà della Corte, e delle Corti in generale, di esprimere giudizi sulle politiche decise dalle varie amministrazioni, giudizi che eccedono il controllo di mera qualità della spesa».

«Andando ad analizzare la parte sanitaria – aggiunge l’assessore alla Sanità Sonia Viale – ricordo che la qualità è misurata dal ministero della Salute con le griglie Lea. Secondo il ministero nel 2018 siamo stati la seconda miglior Regione italiana per progressi della tabella nazionale dei Livelli essenziali di assistenza rispetto all’anno precedente, piazzandosi così al sesto posto a livello nazionale. Penso che il ministero della Salute abbia strumenti più appropriati per valutare la qualità in sanità rispetto a quelli della Corte dei conti. Sulla tenuta dei bilanci è certamente importante che la Sanità contenga il disavanzo, ma la cura delle persone ma non può essere una semplice attività ragionieristica: togliere posti letto e chiudere ospedali può far quadrare i conti, ma significa togliere servizi. La nostra scelta politica è stata quella di non chiudere neppure un ospedale e fare innovazione tecnologica. Anche per quel che riguarda i rilievi sui dati economici non possiamo non rilevare che il trend relativo ai disavanzi sia in discesa attestandosi sul consuntivo 2019 su un valore pari a 53 milioni di euro in riduzione rispetto al valore del 4° trimestre 2019».

«Andando più nel dettaglio – aggiunge Viale – sul fronte della distribuzione dei farmaci salvavita in nome e per conto nelle farmacie territoriali, finalmente la vicenda esce dalle criticità segnalate per essere riconosciuto che i risultati sono conformi agli obiettivi, cioè di far avvicinare i servizi ai cittadini, in questo caso con la distribuzione dei farmaci salvavita nelle farmacie territoriali».

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