«Se le dichiarazioni della ministra De Micheli ci stanno negando “il diritto al presente”, cioè a riconoscere la realtà e a sapere in quali tempi, si spera rapidi, sarà possibile ripristinare la funzionalità del sistema, le prima dichiarazioni del candidato Ferruccio Sansa ci stanno negando anche il futuro. Fare metà dei lavori della Gronda, quelli relativi alla rettifica dell’A/, vuol dire arrivare in Val Polcevera con due viadotti sospesi per aria, che nel progetto complessivo avrebbero dovuto allacciarsi con il nuovo ponte Polcevera per raggiungere il Ponente cittadino. Dire che si vuole realizzare la prima parte e ripensare alla seconda è un insulto all’intelligenza dei genovesi». Lo dichiara in un comunicato Fausto Massardo, candidato alal presidenza della Regione dalla coalzizione liberale-riformista.

Ferruccio Sansa, candidato di Pd, M5S, sinistra radicale, ha scritto nel suo profilo Facebook: «Per la Gronda – di cui Toti sa soprattutto parlare – siamo pronti a partire subito con il primo tratto. Intanto il ministero ha chiesto di spacchettarne i costi, lotto per lotto».

«Un atteggiamento intollerabile – precisa Massardo – per chi vuole presentarsi seriamente ai Liguri. Il progetto della Gronda è unitario e non è suddivisibile in lotti funzionali. Chi lo dice mente sapendo di mentire. La giunta e il governo di centro-sinistra approvarono il progetto in conferenza di servizi nel 2005. Toti ha governato 5 anni e non si è fatto alcun passo avanti. C’è chi vive di propaganda, io sono abituati ad occuparmi di fatti concreti, e chiedo un pronunciamento formale agli altri candidati, a partire da Ferruccio Sansa, sulla necessità di realizzare subito e per intero l’unico progetto realizzabile. Dire di no, vaneggiare interventi a lotti impossibili da realizzare, vuol dire perdere altri 10 anni. La regione non se lo può permettere».

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