Con una media di 10-12 metri, gli stabilimenti balneari di Finale Ligure sono al quarto posto in Italia per distanza tra ombrelloni nella classifica stilata dall’indagine di Altroconsumo. Ma sono anche quelli che applicheranno il rincaro maggiore sulle tariffe giornaliere, pari al 35%.

I cambiamenti strutturali imposti agli stabilimenti per l’emergenza coronavirus hanno generato nuovi costi o porteranno a mancati guadagni rispetto agli anni precedenti. Altroconsumo ha quindi realizzato un’inchiesta per indagare quali siano i nuovi accorgimenti adottati nei lidi italiani e che variazione tariffaria hanno comportato.

In primo luogo Altroconsumo ha chiesto ai gestori intervistati quali siano le misure adottate per garantire la protezione dei propri clienti e dello staff. Nessuno ha istallato i divisori in plexiglas sulla spiaggia ma in tutti i lidi sono rispettate le distanze fra gli ombrelloni (minimo 10 mq di spazio per ognuno). Sotto l’ombrellone ai clienti è permesso di non indossare la mascherina, ma è obbligatorio utilizzarla al bar della spiaggia o quando si interagisce con altre persone. In alcuni bagni è stata chiusa l’area giochi per i bambini e in altri l’ingresso è stato contingentato. Inoltre, in alcuni lidi non è possibile ricevere ospiti esterni allo stabilimento (alcuni di questi non lo permettevano nemmeno in precedenza).

In merito agli spazi da destinare a ogni ombrellone, dall’indagine emerge che in alcune località non sono stati effettuati cambiamenti, come a Cervia dove i bagnanti dispongono di uno spazio fra i 12 e i 25mq per ombrellone come negli anni precedenti. Nella classifica per il maggior spazio dedicato a ogni ombrellone, troviamo al secondo posto Castiglione della Pescaia (10-18 mq), seguito da Anzio, Porto Recanati, Litorale Palermitano (10-16 mq), e, appunto, Finale Ligure (10-12mq) e la Penisola Sorrentina (n.d), dove i lidi coinvolti nell’indagine hanno dichiarato di rispettare le linee guida indicate dalle ordinanze, senza condividere i dati specifici (se ne deduce quindi che rispettino i 10 mq minimi).

Oltre agli accorgimenti citati sopra, ci sono molte altre misure con cui i gestori si sono trovati a fare i conti come la disponibilità di gel igienizzante per le mani e l’inserimento di segnaletiche e informative ad hoc sulla spiaggia e nei bar. Tutti questi provvedimenti comportano sia dei costi aggiuntivi per l’imprenditore sia la possibilità che si riducano le entrate a causa della minore disponibilità di ombrelloni.

Altroconsumo ha quindi chiesto agli intervistati quali siano le tariffe praticate per il mese di agosto per un ombrellone e due lettini, per paragonarli a quelli dell’anno precedente. L’incremento tariffario medio è del 5% per l’abbonamento mensile, del 15% per il settimanale e del 12% per il giornaliero. Per quanto riguarda la tariffa giornaliera, il maggiore incremento viene riscontrato proprio a Finale Ligure dove i bagnanti pagheranno il 35% in più. Sempre a Finale Ligure, tuttavia, si registra l’unico caso di riduzione della tariffa per l’abbonamento mensile (-13%), strategia probabilmente volta a favorire la clientela più fidelizzata che passa l’intero mese in loco.

Facendo la media della variazione annuale dei costi di ogni località balneare, troviamo al primo posto la Penisola Sorrentina con un aumento medio del 32%, seguita da Finale Ligure con un +16%, Anzio che registra un incremento del 14%, Castiglione della Pescaia con un +9%, Cervia (+8%), Porto Recanati (+7%) e, infine, Litorale Palermitano che ha aumentato i prezzi solo dell’1%.

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