«Come previsto e atteso, oggi sono state rese pubbliche le ragioni in base alle quali il cda di Ubi non ritiene conveniente per gli azionisti aderire all’offerta di Intesa Sanpaolo. Fermo restando il massimo rispetto per il consiglio di amministrazione e il management di Ubi, confermo che la nostra attenzione è rivolta agli azionisti di Ubi: l’approvazione da parte di Consob del documento di offerta e l’apertura del periodo di adesione fanno sì che da lunedì 6 e fino al 28 luglio saranno loro ad esprimersi su un progetto volto a creare un gruppo ai vertici europei del settore, rafforzando al contempo il contesto domestico. E a quanto risulta, alcuni di loro hanno già iniziato a farlo con trasparenza e oggettività, sottolineando proprio alcuni dei punti qualificanti della nostra offerta: attenzione al territorio e alle comunità che li contraddistinguono». Lo ha dichiarato il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina.

Carlo Messina

Ieri il cda di Ubi Banca ha bocciato all’unanimità l’offerta pubblica di scambio da 4,9 miliardi lanciata da Intesa Sanpaolo. Il consiglio ritiene che l’ops «non concordata con l’emittente, non sia conveniente per gli azionisti di Ubi Banca» si legge nel comunicato della banca in cui Ubi esprime le sue valutazioni sull’operazione.

«Quella che nasce – ha spiegato Messina – è una nuova realtà bancaria che trarrà la sua forza proprio dal solido rapporto che già esiste con le comunità con cui opererà, le famiglie, gli imprenditori, le fondazioni. La prospettiva che offriamo, diversamente da quanto sottolineato nel comunicato, è di essere parte di un importante progetto che avrà nella creazione di valore per tutti gli stakeholder – azionisti, management, dipendenti, clienti – e nella distribuzione di flussi di dividendi sostenibili nel tempo alcuni significativi punti di forza e che, nel contempo, contribuirà in maniera determinante allo sviluppo dell’economia reale di tutte le aree interessate offrendo a tutte le persone un futuro di solidità e serenità in base ad un track record indiscutibile così come confermato dalle autorizzazioni di Bce, Banca d’Italia, Ivass alla luce di ampie e pprofondite analisi aggiornate e prospettiche».

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