È saltato il banco delle trattative tra Pd, M5S, sinistra radicale (che comprende, tra l’altro Leu e Linea Condivisa) e Italia Viva.

Dopo mesi di trattative e sedute fiume per la scelta del candidato alla presidenza della regionali, ieri sera, in video conferenza, gli animi si sono accessi e la conferenza si è interrotta con una lite furiosa tra i partecipanti.

Nessuno dei veti incrociati che in questi mesi hanno bloccato la scelta è caduto: i nomi in campo sono Dello Strologo, Sansa, Massardo, Bandiera.

Il Pd aveva proposto Dello Strologo, bocciato da sinistra e M5S, mentre Sansa e Massardo sarebbero ben visti solo una parte del Pd ma il partito li boccia entrambi.

Italia Viva vedrebbe bene Massardo. M5S Sansa e Massardo, la sinistra accetterebbe Sansa. Italia Viva non vuole Sansa. Per superare lo stallo il Pd ha proposto un quarto nome, Paolo Bandiera, avvocato impegnato nel sociale, ma M5S ha rifiutato di prendere in esame un quarto candidato.

La vicenda ligure, però, è seguita con viva attenzione dai vertici romani dei partiti impegnati localmente nella trattativa e dallo stesso Conte: la rinuncia a un candidato comune in Liguria farebbe puntare i riflettori della stampa e dell’opinione pubblica sulle difficolta di rapporti tra Pd e M5S al governo nazionale.

Quindi la partita non si è chiusa ieri sera. La direzione del Pd riprenderà in mano la questione e c’è da scommettere che tra oggi e domani la linea telefonica Genova-Roma sarà rovente.

Una novità, non ufficiale, è trapelata dal vertice di ieri sera. Dopo l’ennesimo fallimento di mettere tutti d’accordo, il Pd avrebbe rinunciato a un’alleanza tra i quattro soggetti e si accingerebbe a scegliere tra M5S e sinistra da un alto e Italia Viva dall’altro. Questo, però, comporterebbe anche una scelta tra le  diverse anime del partito, ancora più lacerante di una presa di posizione all’esterno. Ed è forse è anche il motivo per cui le trattative sono così difficoltose.

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