Sospensione fino a fine anno dell’insediamento di nuovi punti vendita della grande distribuzione.

Il consiglio regionale ha approvato il disegno di legge. «L’emergenza Covid – dell’assessore regionale allo Sviluppo economico e al commercio Andrea Benveduti – ha esacerbato la crisi economica del piccolo commercio, settore già in grande sofferenza dopo anni di insediamenti indiscriminati sul nostro territorio. Per allentare un minimo la pressione sulle piccole strutture di vendita, ci apprestiamo ad approvare in consiglio regionale il disegno di legge che sospenderà fino a fine anno l’insediamento di nuovi punti vendita della grande distribuzione. Un palliativo, condiviso con le associazioni di categoria, che non può considerarsi cura di un malato cronico, che deve sì fare i conti con le più generali trasformazioni strutturali dei canali di vendita, ma che oggi necessita di un intervento di discontinuità».

Regione Liguria istituirà un tavolo di concertazione tra piccola e grande distribuzione che possa avviare un percorso innovativo per ricercare una strategia condivisa sul lungo periodo, che aiuti tutte le parti coinvolte a gestire le differenti esigenze e avvii un percorso di coesistenza.

«La Liguria – aggiunge l’assessore – sarà dunque regione pilota nella ricerca di una sinergia tra piccola e grande distribuzione, che definirà, attraverso l’ascolto e il dialogo, nuovi percorsi di sviluppo all’insegna della sostenibilità e dell’integrazione tra canali di vendita».

“Purtroppo la maggioranza ha bocciato l’emendamento del Gruppo del Partito Democratico – si legge nella nota emessa dal partito – che chiedeva sia di prolungare la moratoria fino alla fine del prossimo anno, in modo da consentire al tavolo tra istituzioni e commercio di elaborare una strategia di più lungo respiro, sia di includere all’interno di questa legge anche i progetti in itinere. La maggioranza si è dimostrata sorda a questa richiesta, bocciando anche la mediazione che chiedeva di prolungare lo stop almeno fino al giugno 2021. Con il voto di oggi abbiamo perso una buona opportunità per aiutare davvero il piccolo commercio. Non è certo così – in sei mesi, alla fine di un ciclo amministrativo e in piena campagna elettorale – che si può costruire un nuovo modello commerciale per la Liguria. Servono più coraggio e più tempo, anche per mettere mano al Testo unico sul commercio varato da questa giunta che, come dimostra l’attuale situazione di crisi del piccolo commercio, non è servito ad arginare la grande distribuzione, ne sono un esempio i tanti nuovi progetti di grandi superfici di vendita che, solo a Genova, stanno venendo fuori in questi mesi. Non siamo per le guerre di religione, ma crediamo che la libertà di impresa si debba esercitare in un quadro di regole certe”.

Anche il Movimento 5 Stelle ha accolto con riserva la proposta: “Il testo è condivisibile nel suo spirito ma non sufficiente all’atto pratico: riteniamo che la sospensione prevista per la presentazione delle domande di rilascio di autorizzazioni per nuove aperture di grandi strutture di vendita e centri commerciali fino alla data del 31 dicembre 2020 non sia sufficiente per produrre gli effetti che con esso si vogliono ottenere. Per rispondere alla crisi dei negozi di vicinato, la maggior parte dei quali sono a conduzione familiare, occorre dare loro respiro, evitando che possano essere continuamente schiacciati dai “giganti” del commercio. Ragion per cui abbiamo proposto di estendere il provvedimento al 30 giugno 2021, ma la maggioranza ha ancora una volta fatto quadrato e respinto, con la solita miopia, il nostro emendamento”.

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