Garanzie su quattro macro temi: un provvedimento della massima urgenza di risarcimento dei danni, necessario per difendere la continuità economica e occupazionale del territorio; un provvedimento di legge della massima urgenza che disciplini in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale le attività di ispezione ai fini della sicurezza sulla rete stradale ed autostradale; la definizione di un programma dei lavori, articolato nel tempo, che contemperi efficacemente le necessarie attività di ispezione e manutenzione sulla rete autostradale ligure con la necessaria utilizzazione continuativa del sistema infrastrutturale, senza più penalizzare l’intera economia regionale; un provvedimento che riconosca la mancanza di continuità territoriale finalizzata all’ottenimento di aiuti di Stato.

Queste le richieste del Comitato Salviamo Genova e la Liguria, formato da oltre 20 sigle tra associazioni di categoria e datoriali.

L’appello è anche ai parlamentari liguri presenti: “È loro dovere essere al fianco del territorio, delle imprese e dei lavoratori. Non accetteremo risposte di comodo o vaghe promesse, pretendiamo provvedimenti immediati dal governo”.

È giunto il momento delle risposte e della chiarezza, scrive il comitato in una nota: “Lo pretende Genova e tutta la Liguria. Massacrati da interminabili code e dell’impossibilità di arrivare e partire dalle principali destinazioni commerciali e turistiche, il mondo delle imprese, del commercio e dei servizi pretende risposte dal governo per il futuro di migliaia di imprese e lavoratori”.

Il conto, del resto, è salatissimo: perdite di fatturato del 75% nel settore florovivaistico, del 50% per esercizi di vicinato e mercati rionali, del 25% in quello della grande distribuzione, consegnare è diventato impossibile.

Anche la presenza di turisti è precipitata del 65% per l’Acquario, musei e siti di interesse, del 50% per hotel e ristoranti, del 30% per i bagni marini, del 35% nei porti turistici.

La contrazione per il settore agricolo è del 15%, mentre gli agriturismi registrano perdite del 30% così come le attività agricole legate alla ristorazione e alla vendita all’ingrosso. I costi sono aumentati del 50% nel trasporto e nella logistica, danni complessivi per oltre 1 miliardo al mese ed oltre 40mila lavoratori in cassa integrazione in tutta la regione.

Le risposte, spera il comitato, verranno date domani durante l’incontro con il ministro De Micheli. Domani la manifestazione con il corteo-lumaca di Tir da San Benigno alle 11 per arrivare in cima a via XX Settembre alle 12.30. Appuntamento direttamente in Piazza Fontane Marose alle ore 12 per i manifestanti a piedi

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