Incertezza sul futuro dei lavoratori del Carlo Felice. Secondo una nota sindacale firmata dalla Fistel Cisl Liguria, “l’eventuale ulteriore applicazione del Fondo di integrazione salariale (Fis) dopo l’estate, per motivi non strettamente legati alla pandemia, oltre che uno smacco per i lavoratori che sono sempre stati disponibili e pronti all’occorrenza a lavorare anche in piena emergenza Covid, potrebbe essere il colpo di grazia per un teatro che non ha ancora una programmazione artistica, mentre le altre fondazioni liriche italiane sono nel pieno della ripresa”.

L’annunciato ma non ancora pervenuto aggiornamento al bilancio previsionale richiesto dal commissario straordinario del governo Gianluca Sole entro il 30 maggio non è ancora stato portato all’attenzione del consiglio di Indirizzo. “La mancata presentazione della prossima stagione artistica, almeno in anteprima – prosegue la nota – e gli accenti del commissario Sole evidenziano le difficoltà finanziarie ed economiche del Carlo Felice più volte rimarcate dalla Fistel Cisl ma sempre negate dalla Fondazione, che fanno temere per la continuità aziendale. A pagare le incapacità delle conduzioni che si sono succedute negli anni non possono essere sempre e solo i lavoratori”.

Per il sindacato, “utilizzare il Fis in autunno, se veramente necessario, è comunque tardivo, dannoso e pericoloso in una ottica di ripartenza. Nel frattempo le altre fondazioni lirico-sinfoniche oggi ripartono, mentre qui il futuro è a dir poco incerto”.

Preoccupazione espressa anch dalla Slc Cgil: “Nonostante da tempo Slc chieda di scongiurare un nuovo ricorso all’utilizzo della cassa integrazione per Covid, proprio ieri il Sovrintendente ha informato di averne richiesto altre 5 settimane in via preventiva. Questa notizia, unita alla mancata presentazione della stagione artistica, lascia pochi dubbi sul fatto che al rientro delle ferie estive la cassa venga effettivamente utilizzata. Il sindacato è contrario e ha più volte contestato l’inqualificabile e iniqua modalità di gestione delle risorse umane attuata durante il periodo di emergenza per il periodo marzo-maggio 2020; certamente non verrà tollerata una nuova riproposizione di quel modello e anzi si auspica che questa sia finalmente l’occasione, dopo anni di inadeguatezza della gestione del Carlo Felice certificata dai rilievi per danno erariale da parte della Corte dei Conti, dal commissario straordinario di governo per le Fondazioni Liriche e persino da studi commissionati dalla Fondazione stessa, per un ricambio dei vertici del teatro e una conseguente adeguata gestione del personale”.

Notizie altrettanto preoccupanti, secondo la Slc Cgil, sono state fornite circa il bilancio preventivo che, già bocciato due volte dai revisori dei conti, verrà ripresentato il giorno 13 agosto. “L’auspicio da parte della sovrintendenza – sostiene la Slc Cgil – è che venga approvato grazie all’ipotetico contributo di ulteriori 500 mila euro promesso dal presidente Toti, ma dopo le elezioni amministrative. Se anche fosse confermato il contributo, la Regione Liguria resterebbe sempre la Regione italiana che contribuisce meno ai finanziamenti per il settore”.

Anche sul capitolo sicurezza sul lavoro, la sigla sindacale afferma che vi sarebbero da affrontare e risolvere numerose problematiche anche al riguardo del Festival di Nervi.

A fronte dei tanti problemi, Slc Cgil ha richiesto più volte un incontro congiunto con il presidente della Regione, Giovanni Toti, e il presidente della Fondazione, sindaco Marco Bucci, “i quali però pare si ricordino del Teatro solo e soprattutto in occasione di eventi mondani”.

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