“Ciò che sta avvenendo in questi giorni all’interno del Pd e i 5 Stelle sta gettando una cattiva luce sull’intera coalizione e rischia di compromettere definitivamente le possibilità di battere il centrodestra e dare alla Liguria un governo con un programma chiaro e innovativo e non frutto di compromessi al ribasso. Pensiamo si sia ormai passato il segno”.

Questa la posizione di Alleanza Civica Liguria.

“Anche la decisione di spostare a Roma la sede decisionale, espropriando così il territorio del proprio diritto a scegliere da chi essere governato, non ha prodotto alcun risultato. Anzi, continuano i veti incrociati su possibili candidati alla presidenza della Regione, ancorché proposte di valore siano state già da tempo messe in campo. Dobbiamo superare questa perdurante, manifesta incapacità di individuare un candidato presidente in cui tutte le forze dell’alleanza possano riconoscersi e che sia in grado di realizzare il programma di svolta di cui la regione ha bisogno”.

Secondo Alleanza Civica il programma deve rispondere alle profonde esigenze di sviluppo e crescita della Regione, in termini di infrastrutture: strade, autostrade, ferrovie, porti; in grado di produrre lavoro buono e stabile; che corrisponda alle esigenze di sburocratizzazione del sistema produttivo, che sappia rilanciare il nostro tessuto commerciale, il settore turistico e tutta quella ricchezza culturale che la Liguria può offrire; un programma completamente alternativo a quanto finora fatto sul tema della sanità, per una regione capace di fare e di fare bene per migliorare la qualità della vita di tutti i liguri.

La richiesta di Alleanza Civica Liguria è di essere presa in considerazione, che non venga trascurato il dialogo con tutte le forze progressiste.

“In caso contrario – si legge nella nota – non esiteremo un attimo a denunciare agli elettori e alla opinione pubblica ligure i danni che questo stallo sta provocando a tutta l’alleanza e a lavorare per costruire una alternativa con le forze e i movimenti che ritengono sia prioritario pensare alla propria comunità, anziché alla salvaguardia di interessi politici nazionali, assumendoci l’onere e l’onore di avanzare una nostra proposta”.

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