La tecnologia aumenta il senso di sicurezza negli anziani, per il 61% di loro è inoltre uno strumento capace di agevolare il rapporto medico-paziente e renderlo più efficace. Oltre la metà è convinta che lo sviluppo digitale e tecnologico sia in grado di tutelare la riservatezza dei pazienti.

Sono alcune delle evidenze emerse dall’indagine del Silver Economy Forum e condotta in partnership con Lattanzio Monitoring & Evaluation, per analizzare gli atteggiamenti dei silver verso la telemedicina.

L’analisi, che rientra nell’osservatorio Silver Trends, nato per indagare le scelte dei silver in più ambiti, ha coinvolto un campione di 917 casi a livello nazionale. «Si tratta della prima indagine dell’Osservatorio Silver Trends che, unico in Italia, fornisce ai partner e alle aziende del comparto della silver economy un punto di vista data-driven per comprendere meglio la domanda di beni e servizi di questo segmento di pubblico sempre più rilevante», spiega Daniela Boccadoro Ameri, direttrice Silver Economy Forum e presidente Ameri Communications.

Tutti i risultati saranno presentati domani, mercoledì 17 giugno, in occasione della web conference gratuita “L’impatto del Covid-19: cosa cambia per la silver age”.

Per seguire la conferenza è possibile iscriversi su www.silvereconomyforum.it

Il campione è stato intervistato tramite survey online (Cawi) e questionario semi-strutturato, nel periodo 29 aprile/24 maggio 2019. Su database proprietario di Ameri Communications e del magazine on line www.altraeta.it.

«Il Covid-19 ha stravolto le logiche dell’assistenza sanitaria, soprattutto per la fascia della popolazione più colpita dal virus, gli over 65 − afferma Ameri − In quest’anticipazione del Silver Economy Forum intendiamo innanzitutto mettere in luce ciò che abbiamo imparato da questa esperienza e analizzare le possibili nuove soluzioni di assistenza per le strutture. Gli esperti del settore ci parleranno dei nuovi modelli per il futuro in grado di tutelare la salute dei silver in maniera preventiva e continuativa».

In questo scenario gioca appunto un ruolo importante l’assistenza da remoto «che, come mostrano i risultati del sondaggio Silver Trends, è molto gradita dai silver − spiega Ameri − Siamo di fronte a nuova frontiera per la cura a distanza che entrerà sempre più a far parte del nostro quotidiano».

Se dunque la prima parte della conferenza sarà dedicata all’impatto del Covid-19 sulla popolazione over 65 e ai prossimi scenari dell’assistenza agli anziani, nel pomeriggio i relatori si concentreranno proprio sul tema dell’e-health: «Vedremo quindi − descrive Ameri − quali sono gli strumenti necessari al servizio della salute dei senior per la cura a distanza con Alessandro Bonsignore, presidente dell’ordine dei Medici della Liguria e con altri esperti. Valter Longo, direttore del programma di Oncologia e Longevità in Ifom, Istituto Firc di Oncologia Molecolare di Milano, ci parlerà invece dagli Stati Uniti su come salvaguardare la salute a partire da una sana alimentazione».

Questi e altri argomenti verranno trattati ulteriormente da esperti del settore nel corso del prossimo Silver Economy Forum in programma a Palazzo Ducale di Genova dall’1 al 3 di ottobre, quest’anno alla terza edizione. «Il percorso del Silver Economy Forum, intrapreso con il Comune di Genova tre anni fa, ha da sempre l’obiettivo di indagare i cambiamenti in atto della silver age − commenta la direttrice del Forum − Ed è per questo che abbiamo ritenuto opportuno anticipare l’evento di ottobre per analizzare da vicino cosa è accaduto e ripensare l’assistenza per questa fascia della popolazione».

La ricerca

Secondo l’indagine, per il 77% degli intervistati la tecnologia applicata alla salute è considerata uno strumento che rende più efficace la relazione tra medici appartenenti a diverse specializzazioni. Nella condivisione delle informazioni sanitarie dei pazienti a fini di ricerca oppure, in caso di compresenza di più medici associati a diverse patologie in un individuo, la tecnologia è un facilitatore in grado di favorire il miglioramento delle condizioni di salute delle persone (72%).

Sempre diffusa la capacità dell’e-health di imprimere uno sviluppo alle soluzioni e terapie mediche (68%), e il contributo della tecnologia a rendere più efficace la relazione tra medico e paziente (61%).

L’atteggiamento positivo verso l’e-health è confermato inoltre dalla disponibilità degli intervistati a sacrificare parte della propria privacy per avvantaggiarsi dei benefici sulla salute (73%). Nonostante un certo scetticismo verso la capacità della tecnologia di garantire questo diritto, poco più della metà del campione (58%) è convinto che lo sviluppo informatico e digitale sia adeguato a tutelare la riservatezza dei pazienti.

Se i silver sono propensi a rinunciare a parte della propria privacy, non sono però disposti a mettere in discussione la relazione diretta con il proprio medico di famiglia.

I dati raccolti hanno permesso di delineare come l’e-health sia percepito più come uno strumento a disposizione della classe medica che un mezzo per migliorare la relazione tra medico e paziente. Al quesito specifico sull’interazione tra medico e paziente: il 77% dei silver dichiara che “le tecnologie applicate alla salute sono più efficaci se hai un bravo medico che ti conosce e ti segue specie quello di famiglia”.

I silver riconoscono alla tecnologia la capacità di aumentare il senso di sicurezza: vale l’equazione più tecnologia più efficienza. Ad affermarlo è il 65% degli intervistati, una quota piuttosto ampia se si pensa al fatto che è ancora un tema poco conosciuto tra la popolazione anziani. Tema che approcciano però con spiccata curiosità: il 79% del campione dichiara di voler apprendere e usufruire maggiormente.

«La popolazione italiana invecchia, ma in salute − commenta Annachiara Annino, partner di Lattanzio Monitoring & Evaluation − commenta “L’indice di stato fisico dei “silver” è migliorato nell’ultimo decennio, specie tra i 65-75enni, a differenza di quanto rilevato nella media della popolazione, in cui l’indice è rimasto sostanzialmente invariato. E se a ciò si aggiunge che è aumentata la consapevolezza che essere in buona salute permette di affrontare con maggiore serenità la quotidianità e la progettualità di più lungo periodo, appaiono evidenti gli ampi spazi di intervento per soddisfare le crescenti esigenze di questo target».

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