«Le società sportive si sono riconvertite per dare un servizio alle famiglie e permettere ai ragazzi di fare sport e attività motorie, avviando dei veri e propri centri estivi sotto l’egida del Coni: in totale saranno circa 40 ad aprire in tutta la Liguria, grazie a un progetto nato proprio nella nostra regione e che poi il Coni nazionale ha fatto proprio». Lo ha dichiarato il presidente del Coni Liguria Antonio Micillo.

«Si tratta – ha precisato Muccillo – di centri estivi sportivi multidisciplinari, che prevedono diverse attività ludiche e motorie, che rientrano in un format varato dal Coni che tiene conto delle criticità legate al Covid19. Abbiamo messo in campo un programma di formazione ad hoc a cui hanno aderito 396 tra dirigenti e operatori sportivi in rappresentanza di 47 società della Liguria. Il ruolo del Coni è proprio di supervisione, garanzia e formazione su parametri e linee guida, anche sul profilo della sicurezza e della sanificazione. Tutti i ragazzi che si iscriveranno seguiranno un corso sulle regole da seguire, dal distanziamento al lavaggio delle mani fino alla sanificazione degli oggetti».

Da domani sarà aperto il bando da 6 milioni di euro, finanziato da Regione Liguria tramite il Fse e gestito da Filse, con cui gli operatori dei centri estivi, raccolte le domande delle famiglie, potranno chiedere il voucher per ogni ragazzo iscritto. «Insieme alla vicepresidente Viale – spiega assessore regionale allo Sport e alle Politiche Giovanil Ilaria Cavo – abbiamo previsto un voucher da 150 euro a settimana per i bambini iscritti al servizio 0/5 e da 100 euro per il servizio 6/17: un meccanismo per finanziare velocemente gli enti in modo che le spese aggiuntive, necessarie quest’ anno per far fronte alle regole della sicurezza, non ricadano sulle famiglie sotto forma di rette maggiorate. Le famiglie non ricevono direttamente il voucher ma ne ottengono l’effetto sotto forma di contingentamento delle spese, in quanto l’erogazione della Regione Liguria sostiene i costi aggiuntivi sostenuti dagli enti erogatori del servizio. È stato importante dare un segnale e mettere a disposizione regole e risorse in modo che il servizio partisse in maniera rapida per i ragazzi e per le loro famiglie».

 

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