Dopo aver denunciato, una settimana fa, la condizione di “insularità” di Genova e della Liguria determinata dal ritardo delle grandi opere e dalla concomitante concentrazione dei cantieri per ridare sicurezza alle nostre autostrade, la Camera di Commercio di Genova lancia oggi il “libro bianco sulle priorità infrastrutturali”, elaborato da Uniontrasporti – la società nazionale delle Camere di Commercio per le infrastrutture.

Il libro bianco contiene una mappatura precisa dei 12 tasselli – non solo opere pubbliche, ma anche istituzioni come l’Ansfisa (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle opere stradali e autostradali) – che mancano a Genova  per uscire dall’isolamento e inserirsi pienamente al centro dei traffici europei, dove la sua posizione baricentrica la colloca da sempre.

Per ciascuno dei 12 pezzi di questo puzzle, da risolvere rapidamente, Uniontrasporti ha stilato una mappatura dei finanziamenti – che a volte, come nel caso della Gronda, già ci sono – dello stato di avanzamento lavori e degli ostacoli – finanziari o burocratici – che ne impediscono il finanziamento.

«Ora che abbiamo il libro bianco in mano – incalza il presidente della Camera di Commercio Luigi Attanasio – lo porteremo in tutte le sedi, istituzionali e non, a Genova, a Roma, a Bruxelles, dovunque sia necessario per chiedere con quale metodo e in quali tempi si intendono completare i 12 passi che ci mancano per rientrare in Europa. Stiamo parlando di un piano di investimenti di circa 18 miliardi di euro di cui soltanto 5 di fabbisogno. E non abbasseremo la guardia finché non otterremo risposte».

La scelta di chiamare questo dossier Libro Bianco riporta alla dimensione europea del problema: la mancata interconnessione del primo porto d’Italia con l’Europa è una perdita non solo per la Liguria,  ma per tutto il Paese e per l’UE.

La Camera lancia anche l’appello per la semplificazione delle procedure, che spesso sono un ostacolo insormontabile quanto la mancanza di finanziamenti. Purtroppo le emergenze in Liguria non si contano più, ma le emergenze si possono e si devono gestire applicando le norme ma senza farsi intrappolare dalla burocrazia. Il ponte sul Polcevera è stato costruito senza derogare alle norme, anzi applicandole e interpretandole con coraggio. Il modello Genova è esportabilissimo, e significa applicare la legge, usare il buon senso e programmare i cantieri in parallelo invece che in serie.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.