Grazie a un progetto del Comune di Genova, finanziato da Regione Liguria, cresce il monitoraggio del centro storico, con un’attenzione particolare per i luoghi della movida.

Il sistema di videosorveglianza cittadino viene esteso su 23 siti della movida del centro storico, ora monitorati da 42 telecamere ad altissima risoluzione sino 15 megapixel. Quattro di queste telecamere sono multiottiche e tre di esse provviste di controllo “pan tilt zoom” per il brandeggio remoto. Tutte, oltre a effettuare riprese live, registrano automaticamente le immagini su un server di proprietà del Comune di Genova e sono inserite nel circuito di videosorveglianza “Città sicura” messo a disposizione di tutte le forze dell’ordine.

L’installazione di questi nuovi sistemi di videosorveglianza è stata finanziata con parte dei 400 mila euro di fondi (nello specifico 75 mila euro) che la Regione Liguria ha destinato al Comune di Genova nell’ambito dell’accordo per la Promozione della Sicurezza Integrata.

I nuovi occhi elettronici sono dislocati in via San Donato, piazza Ferretto/San Donato/San Bernardo, salita Re Magi, piazza Renato Negri, stradone Sant’Agostino, piazza San Bernardo, via di San Bernardo, piazza San Giorgio, piazzetta Barisone, piazza Stampa, vico Caprettari, piazza Lavagna, via San Lorenzo alta, piazza San Lorenzo, piazza della Lepre, via San Lorenzo/via Chiabrera, via San Luca, piazza San Luca, via Canneto il Lungo e, nella stessa strada, agli incroci con vico Sauli, via Chiabrera e vico Valoria.

Il progetto “Movida” amplia l’opera già iniziata l’anno scorso con la riqualificazione di Sottoripa e più recentemente dell’area antistante il Porto Antico, da via San Giorgio a Ponte Calvi.

Queste nuove 42 telecamere si aggiungono alle 606 (226 delle quali installate nel 2019) già dislocate su tutto il territorio cittadino e precedono l’installazione di molte altre fra cui una quarantina del progetto del Viminale “Scuole sicure” e le 101 già previste tra corso Italia ed Albaro e nel Municipio Centro Ovest per rafforzare la rete già esistente a San Teodoro e Sampierdarena.

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