Le lavoratrici e i lavoratori della ristorazione scolastica chiedono garanzie per la ripresa del lavoro. Il prossimo 10 giugno, ultimo giorno di scuola, a partire dalle 11, Fisascat e Uiltucs Liguria insieme alle confederazioni Cisl e Uil regionali manifesteranno sotto la sede del Comune di Genova in via Garibaldi, e alle 12 sotto la Regione Liguria in piazza De Ferrari per chiedere alla politica di attivarsi subito per garantire la continuità occupazionale per le addette e gli addetti della ristorazione scolastica, un migliaio circa a Genova e decine di migliaia a livello nazionale, in previsione di settembre prossimo.

«L’impiego nel settore – si legge in una nota dei sindacati – è in buona parte costituito da donne, spesso monoreddito, lavoratrici penalizzate da contratti part-time verticali, con figli a carico e con poche certezze sul futuro. Queste persone contano esclusivamente sul loro lavoro, politica e istituzioni non possono abbandonarle. I sindacati Fisascat e Uiltucs Liguria vogliono “garanzie” per coloro che hanno sempre assicurato un servizio delicato ed essenziale per bambini e ragazzi. L’odissea degli addetti alla ristorazione parte da lontano: lo scorso 23 febbraio, con l’inizio del lockdown, le scuole sono state chiuse, così come i servizi della refezione. I lavoratori hanno dovuto affrontare diverse disavventure legate anche agli ammortizzatori sociali, che sono arrivati a singhiozzo oppure, in molti casi, non sono ancora arrivati; strumenti che si sono quindi rivelati inefficaci e insufficienti a garantire loro una sussistenza dignitosa».

Proprio in tema di sostegno al reddito, nei giorni scorsi il segretario generale della Cisl Liguria Luca Maestripieri e il segretario generale della Uil Liguria Mario Ghini avevano scritto una lettera ai parlamentari liguri chiedendo la fruizione continuativa della cassa integrazione in deroga, ottenendo un significativo appoggio alla richiesta da forze di maggioranza e opposizione

«Oggi – conclude la nota – l’ultimo DPCM proroga gli ammortizzatori sociali per una durata inadeguata al quadro generale. Le lavoratrici e i lavoratori si domandano cosa devono aspettarsi a settembre: potranno ancora contare sul loro lavoro? Le notizie di questi giorni non lasciano presagire nulla di buono: la ripartenza è incerta, forse avverrà a scaglioni, quindi con un’incidenza negativa sul servizio di refezione scolastica. Il tema della sicurezza e della salute è fondamentale per tutti. Una gestione raffazzonata, senza un’adeguata pianificazione da parte della politica, rischierebbe di incidere negativamente sulla tenuta occupazionale di migliaia di persone a livello regionale e nazionale».

 

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