Il bilancio di esercizio 2019 di Fincantieri è stato approvato dall’assemblea degli azionisti. L’utile di 151,3 milioni sarà destinato a riserva legale (il 5% dell’utile netto d’esercizio) e a riserva straordinaria (quello che resta).

L’assemblea ha nominato anche il collegio sindacale che rimarrà in carica fino all’assemblea che sarà convocata per l’approvazione del bilancio dell’esercizio 2022.

Sindaci effettivi sono: Gianluca Ferrero (presidente), Rossella Tosini e Pasquale De Falco. Sindaci supplenti: Alberto De Nigro, Valeria Maria Scuteri e Aldo Anellucci.

Gianluca Ferrero e Alberto De Nigro sono stati tratti dalla lista di minoranza presentata dall’azionista Inarcassa, mentre Rossella Tosini, Pasquale De Falco, Valeria Maria Scuteri e Aldo Anellucci sono stati tratti dalla lista risultata prima per numero di voti, presentata dall’azionista di maggioranza Cdp Industria spa.

L’assemblea ha anche determinato il compenso annuo spettante al presidente del collegio sindacale (37 mila euro all’anno lordi) e a ciascuno degli altri sindaci effettivi (26 mila euro all’anno lordi).

L’assemblea ha inoltre approvato la proposta di autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie, previa revoca della precedente autorizzazione assembleare del 5 aprile 2019. L’acquisto di azioni proprie è stato autorizzato dal primo gennaio 2021 (ovvero dalla diversa successiva data in cui sarà cessato il divieto previsto dalle disposizioni speciali emanate per fronteggiare l’emergenza conseguente al Covid-19) sino al 9 dicembre 2021, termine di scadenza dell’autorizzazione, per un ammontare massimo di azioni non superiore alla quinta parte del capitale sociale della Società. La disposizione di azioni proprie è stata autorizzata senza limiti temporali.

Gli acquisti e gli atti di disposizione delle suddette azioni potranno essere effettuati con le modalità e nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa e delle prassi di mercato ammesse. In particolare gli acquisti dovranno essere effettuati a un prezzo che non si discosti in diminuzione o in aumento per più del 10% rispetto al prezzo di riferimento rilevato sul mercato telematico azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana spa nella seduta di borsa precedente ogni singola operazione.

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