Esenzione della prima rata di acconto Imu 2020, in scadenza martedì 16 giugno, e altre azioni per sostenere uno dei settori più colpiti dall’emergenza covid-19, quello ricettivo. Si tratta di misure destinate agli agriturismi italiani previste del decreto Rilancio, ora in discussione a Montecitorio.

Come specificato dall’art. 177, l’esenzione dall’Imu vale per i proprietari degli agriturismi nonché degli altri immobili a vocazione turistica, inclusi i villaggi vacanze, gli ostelli della gioventù, gli affittacamere, i bed & breakfast, i residence e i campeggi che risultino anche gestori dell’attività.

Accanto a questo strumento, per frenare l’impatto negativo generato dalla contrazione generale dei turisti, è prevista una Tax credit vacanze (art.176), mediante un credito massimo di 500 euro per nucleo familiare (ridotto a 300 euro per i nuclei di due persone e a 150 euro per i nuclei di una sola persona), utilizzabile dal 1° luglio fino al 31 dicembre 2020. Una misura destinata alle famiglie con un reddito Isee non superiore a 40 mila euro che intendano trascorrere le vacanze nelle strutture turistico-ricettive italiane, inclusi gli agriturismi.

Il bonus è fruibile, d’intesa con il fornitore del servizio, nella misura dell’80%, come sconto sul corrispettivo dovuto e per il restante 20% come detrazione di imposta.

Sempre con il decreto Rilancio, predisposto lo stanziamento di un Fondo per la promozione turistica (art.179) con una dotazione di 20 milioni di euro per il 2020, allo scopo di favorire la ripresa dei flussi turistici in ambito nazionale.

Infine, ai soggetti esercenti attività d’impresa spetta anche un credito d’imposta in misura del 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione di immobili a uso non abitativo (art.28), bonus che per le strutture alberghiere e agrituristiche è riconosciuto indipendentemente dal volume di affari registrato nel periodo d’imposta precedente.

Il settore, secondo l’Istat (2018), conta 23.615 aziende agrituristiche in Italia, con un giro d’affari di 1.393 milioni di euro correnti (+2,5% rispetto al 2017). In Liguria si contano oltre 650 imprese del settore. A causa dell’emergenza Covid-19, il comparto ha subito un forte calo di prenotazioni, specie da parte degli stranieri (la cui domanda corrisponde al 59% dei pernottamenti complessivi), tanto che le stime Ismea evidenziano, per il 2020, una perdita complessiva per il settore di circa 970 milioni di euro, pari al 65% del fatturato.

«Compensare la totalità delle perdite già registrate e che, inevitabilmente, si andranno a registrare nei mesi a venire sarà impossibile − commenta il sottosegretario Giuseppe L’Abbate − ma sono diverse le azioni che stiamo portando avanti per aiutare le imprese agrituristiche, sia attraverso aiuti finanziari sia attraverso un sostegno alla spesa delle famiglie italiane».

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