«Tutti i principali parametri anche oggi sono in calo, dal numero di nuovi positivi alla situazione nelle singole province, dagli ospedalizzati ai pazienti in terapia intensiva che oggi sono soltanto due, un dato veramente straordinario; cala il numero dei positivi a domicilio e cresce il numero dei guariti con doppio tampone». Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ieri sera nel corso del consueto punto stampa.

«Procede la riapertura progressiva dei servizi ambulatoriali in tutta la Regione – ha comunicato la vicepresidente e assessore alla salute Sonia Viale – come per esempio nell’oculistica dell’ospedale Micone di Sestri Ponente, che abbiamo visitato oggi. I cittadini stanno tornando ai consueti ritmi di controllo e cura della propria salute. Purtroppo, per quanto riguarda la ripresa delle visite programmate, molti cittadini non si presentano,  lasciando orari vuoti, personale e apparecchiature non utilizzati che potrebbero servire ad altri in lista di attesa. Ricordo che è buona norma disdire le prenotazioni che non si utilizzano. Il dettaglio della riapertura delle agende del Cup dal prossimo 22 giugno, preannunciata nei giorni scorsi, verrà comunicato in tempo ai cittadini in modo che sappiano quali riaprono e quali dovranno ancora smaltire la coda di prenotazioni effettuate prima della chiusura di marzo».

Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova ha annunciato che «alla fine di questa settimana si chiuderà un altro reparto Covid al San Martino, la Pneumologia. Rimane l’ultimo baluardo delle malattie infettive, che ospiterà i positivi che hanno bisogno di ricovero»

Secondo Bassetti «Regione Liguria e Genova possono essere orgogliose perché i lavori scientifici stanno dando ragione ad alcune scelte fatte proprio al Policlinico San Martino e poi condivise: il cortisone, che noi abbiamo utilizzato per primi, è stato sdoganato da uno studio dell’Università di Oxford su 11mila pazienti presentato ieri, che dimostra che il cortisone riduce la mortalità del 30%. Per il Remdesivir è stato dimostrato, su uno studio pubblicato su Nature pochi giorni fa, che riduce significativamente la progressione verso la polmonite nel macaco, un ulteriore risultato che si somma ad altri studi che hanno già indicato chiaramente l’utilità del farmaco: e a Genova siamo stati tra i primi a lanciarlo e a chiedere ad Aifa di poterlo utlizzare. Anche per il Tocillizumab, farmaco sul quale abbiamo creduto fin dall’inizio, continuano ad arrivare importanti conferme dalla comunità scientifica. Arriverà una Seconda ondata? – ha concluso – Ne sento parlare come se dovesse essere uguale alla prima. Non la chiamerei ondata ma una fase nella quale imparare a convivere meglio con il virus: siamo molto più preparati di tre mesi fa, abbiamo molti più strumenti. Se si ripresenteranno dei casi in autunno saremo pronti come sistema a intercettarli e curarli al meglio, e ci auguriamo che un eventuale nuovo focolaio epidemico non abbia le caratteristiche dei precedenti».

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