Solo il 17,2% (ossia 20) delle 116 Rsa contattate dall’Istituto superiore di sanità tra quelle pubbliche e convenzionate della Liguria ha risposto al questionario per monitorare la situazione legata a come è stata affrontata l’epidemia da coronavirus nelle strutture e avere un quadro della situazione sui morti e le forniture di Dpi.

Il dato, desolante, è uno dei più bassi in Italia: hanno fatto peggio con zero la Valle d’Aosta, che aveva però solo 2 Rsa contattate, la Basilicata (una sola Rsa), la Provincia Autonoma di Bolzano, con 4 risposte su 37 strutture contattate e la Campania, con 16 risposte su 121 Rsa interpellate.

Eppure, la Liguria, non è un mistero, ha avuto proprio nelle Rsa i punti più deboli di questi mesi di epidemia. Anche la Lombardia, che pure era nell’occhio del ciclone, è riuscita a fare meglio con un 43,1% di strutture che hanno risposto. Le più virtuose sono state le Marche con il 90,8%.

Al primo febbraio nelle Rsa liguri che hanno risposto alla domanda erano presenti 1515 residenti. Il numero totale dei decessi, sempre e solo nelle 20 che hanno risposto, è di 136. Di questi i covid positivi erano 20 (14,7%), quelli con sintomi simil-influenzali 34 (25%). Il tasso di mortalità di persone positive al Covid ogni cento residenti è dell’1,3%, il secondo più alto d’Italia dopo la Provincia Autonoma di Trento (2,7%), mentre il tasso di mortalità con sintomi è del 2,2% (in Lombardia il record del 6,5%).

La distribuzione temporale dei decessi vede il momento peggiore tra il 16 e il 31 marzo con il 38,5%, in linea con il resto d’Italia, ma le Rsa liguri hanno sofferto anche nei 15 giorni successivi con il terzo valore percentuale italiano (22,9%).

Dal primo di febbraio sono stati 111 gli ospedalizzati, con una media di 5,6 persone a struttura, quinto posto in Italia. Di questi ospedalizzati 15 erano positivi al coronavirus (13,5%), 38 con sintomi simil influenzali (34,2%). Un dato inferiore alla media nazionale di 18,2% e 38,2%.

Dal primo marzo 18 strutture liguri (2 non hanno risposto) hanno eseguito 58 nuovi ricoveri, un rapporto 3,2 ricoveri a struttura. Un dato inferiore alla media nazionale di 2,5.

I residenti attualmente positivi sono 12. Il 15,8% del personale è risultato positivo. Un dato alto ma non paragonabile a Bolzano (50%), Trento (46,7%), Lombardia (40%).

Ben 361 le contenzioni fisiche attuate dal primo febbraio, 19 a struttura. Quarto posto in Italia.

Due su 20 le strutture che non misurano due volte al giorno la temperatura ai pazienti.

Non sono state divise per regione le risposte legate alla difficoltà nel corso dell’epidemia incontrate dalle strutture stesse, ma la stragrande maggioranza (ipotizziamo quindi anche in Liguria), ha lamentato l’assenza di Dpi (77,2%) e l’impossibilità di eseguire tamponi dal 9 aprile (52,1%). Il questionario era a risposta multipla.

Per approfondire: sars-cov-2-survey-rsa-rapporto-finale

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