L’attenzione dei media, delle istituzioni e anche dei cittadini si è quasi esclusivamente concentrata sulle mascherine, trascurando il problema del reperimento dei guanti monouso, che sono necessari non solo per gli operatori sanitari, ma anche in diverse altre attività, basti pensare al settore alimentare. La produzione dei guanti necessita di apparecchi specialistici e, al momento attuale, non è stato possibile avviare una riconversione di impianti nazionali per sopperire ai fornitori extra Ue, in difficoltà nel gestire la domanda. I maggiori siti produttivi di guanti monouso sono concentrati prevalentemente in Indonesia, Malesia, Cina e Vietnam.

Anche i guanti monouso beneficiano del trattamento riservato alle mascherine dal Decreto Rilancio (decreto legge 19 maggio 2020, n. 34) che ha previsto l’esenzione dell’Iva fino al 31 dicembre 2020 sia per gli acquisti che per le importazini.

I guanti, inoltre, rientrano fra le merci che beneficiano delle procedure di svincolo diretto per l’importazione di dispositivi DPI, disposte dall’Agenzia delle dogane il 30 marzo 2020 a seguito dell’Ordinanza n. 6/2020 del Commissario straordinario.

Ciò, tuttavia, comporta grandi difficoltà per gli importatori che, per evitare la requisizione della merce, al momento dello sdoganamento devono presentare in Dogana un elenco dettagliato dei clienti a cui è destinata. Spesso la merce viene comunque requisita per dirottare le importazioni in favore della Protezione Civile o delle strutture sanitarie, generando molta incertezza rispetto alle tempistiche e gli importi dei rimborsi per gli importatori, che rischiano così una crisi di liquidità.

Una strada alternativa per quanto riguarda la domanda di guanti monouso potrebbe essere un maggior incentivo alla fabbricazione interna di disinfettanti e prodotti igienizzanti per le mani, soluzioni che, oltretutto, potrebbero risultare più efficaci al contenimento del contagio nella popolazione. In tal modo i guanti importati potrebbero essere indirizzati agli operatori che normalmente ne fanno già uso e che necessitano di continui ricambi.

A tal proposito l’Agenzia delle Dogane, con la determinazione direttoriale 19 marzo 2020, n. 95971, ha previsto alcune semplificazioni per agevolare il rifornimento di alcol destinato alla produzione di prodotti igienizzanti: è stata innanzitutto stabilita l’esenzione delle accise sull’alcole denaturato, impiegato dai soggetti autorizzati alla produzione di disinfettanti, quali farmacie, laboratori, centri di ricerca, ma anche produttori “occasionali”. A seguito della determinazione 30 aprile 2020, n. 131130, è, inoltre, possibile impiegare nuove formule per la denaturazione dell’alcole utilizzato nella fabbricazione di questi prodotti. Infine, è stata introdotta la facoltà di effettuare denaturazioni straordinarie dell’alcol etilico anche presso distillerie di produzione non munite di opifici dedicati ed è stato ammesso l’impiego dell’alcole denaturato con eurodenaturante (ossia alcool reperibile in qualsiasi supermercato).

È possibile presentare un’apposita istanza all’ufficio delle Dogane territorialmente competente, il quale, una volta ricevuta la richiesta, rilascia un’autorizzazione all’impiego di alcol, esente da accise, per il solo uso necessario a fabbricare prodotti con funzione igienizzante.

1 COMMENTO

  1. Un ottimo articolo, corretto e circostanziato, che mi sento di condividere pienamente. Aggiungo solo, sul tema requisizioni, che spesso la merce requisita non arriva agli ospedali, ma finisce a foraggiare un mercato nero di guanti rivenduti al pubblico a prezzi scandalosi in un sottobosco di truffe e mal costume. La requisizione di Stato non risolve il problema – ne crea invece altri e più gravi come la mancata fornitura ai clienti cui quei guanti erano evidentemente destinati, l’evasione fiscale, il mercato nero. STOP alle requisizioni di stato !!

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