Circa il 40-45% delle persone infette da coronavirus risultano senza sintomi, suggerendo un elevato potenziale del virus di diffondersi nella popolazione in maniera silenziosa ed estesa. E proprio i soggetti asintomatici possono trasmettere il virus per un periodo prolungato, verosimilmente anche maggiore di 14 giorni.

Sono le conclusioni, diffuse in una nota della fondazione Gimbe, dalle evidenze scientifiche pubblicate il 3 giugno scorso sugli Annals of Internal Medicine da Daniele Horan ed Eric Topol, analizzando i dati di 16 coorti, tra cui quella italiana di Vo’. 

Ne emerge appunto che circa il 40% delle persone infette da SARS-CoV-2 sono asintomatiche, ma capaci di diffondere la covid-19 anche per più di 14 giorni. Considerato che nelle varie coorti non è sempre possibile distinguere gli asintomatici dai pre-sintomatici, i ricercatori riportano in maniera conservativa che gli infetti che non sviluppano alcun sintomo sono almeno il 30%.

Diversi studi, tra cui uno condotto in Lombardia, dimostrano che soggetti asintomatici e sintomatici hanno una carica virale simile che non coincide con la trasmissibilità del virus, ancora non adeguatamente studiata. L’assenza di sintomi non equivale ad assenza di lesioni: nelle due coorti che hanno sottoposto alla tac i soggetti inclusi (Diamond Princess, Corea del Sud), sono state rilevate negli asintomatici anomalie polmonari subcliniche di incerto significato che richiedono ulteriori studi.

A causa dell’elevato rischio di diffusione silente da parte di soggetti asintomatici, secondo la fondazione Gimbe è indispensabile estendere le strategie di testing alle persone senza sintomi. «Le evidenze a oggi disponibili – afferma il presidente Nino Cartabellotta – dimostrano che la prevalenza dei soggetti asintomatici è un fattore rilevante nella diffusione del contagio da Sars-Cov-2. Di conseguenza in questa fase della pandemia le misure di sanità pubblica devono essere orientate sia a identificare, tracciare e isolare i soggetti asintomatici, sia a fare rispettare il distanziamento sociale e utilizzare la mascherina quando non è possibile mantenere la distanza di sicurezza».

A proposito delle recenti dichiarazioni di Maria Van Kerkhove, capo del team tecnico anti-Covid-19 dell’Oms, secondo cui «è molto raro che una persona asintomatica possa trasmettere il coronavirus», per poi rettificarla ieri sostenendo di essersi riferita «a un set di dati limitato», Cartabellotta commenta: «Ancora una volta è l’ipse dixit a condizionare l’informazione pubblica sul coronavirus. Questa volta non da parte di opinion leader nazionali, ma di una rappresentante della massima autorità sanitaria internazionale. E in questa fase molto delicata della pandemia, sarebbe opportuno conoscere i risultati della ricerca già disponibili, prima di lanciarsi in dichiarazioni tanto ardite quanto pericolose, rischiando di condizionare le politiche sanitarie dell’intero pianeta».

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