Due denunce, due richieste di maggiore confronto democratico. Arrivano oggi dall’opposizione sia in consiglio regionale sia in consiglio comunale a Genova.

In una nota firmata dai gruppi Chiamami Genova, Italia Viva, Lista Crivello, Misto, Movimento 5 Stelle e Pd si accusa il presidente del consiglio comunale genovese Alessio Piana di non essere rappresentativo di maggioranza e minoranza. “Dovrebbe essere coadiuvato dall’ufficio di presidenza, organismo che non è mai è stato convocato in questa fase di emergenza”.

I gruppi sottolineano anche che a tre anni dall’insediamento dell’amministrazione di centrodestra in Comune a Genova “troppe volte i lavori sono funzionali all’interesse della maggioranza e della giunta, piuttosto che a quelli della città: tutto ciò che viene proposto dalla minoranza, eletta anch’essa dai genovesi, viene respinto”.

Vengono fatti alcuni esempi: “Si calendarizzano pratiche con la procedura d’urgenza, ma tali non sono, mentre quelle fondamentali non sono mai state approfondite e discusse nella sala rossa di Tursi, luogo dove in più di una circostanza si è assistito ad atteggiamenti sofferenti, da parte del sindaco Marco Bucci, che vive come un fastidio e una perdita di tempo il confronto con i consiglieri comunali. Anche l’importante lavoro delle commissioni consiliari è caratterizzato dall’improvvisazione e da una programmazione tesa a non disturbare il lavoro della maggioranza, piuttosto che creare l’opportunità per confronti tematici e per trovare soluzioni nell’interesse collettivo. È questo su cui i cittadini devono essere informati”.

La minoranza fa sapere che quest’oggi in consiglio comunale, dove come la scorsa settimana non sarà discussa nessuna delibera, verranno ritirate tutte le loro pratiche e verrà garantita la loro presenza non discutendo e non votando le mozioni della maggioranza, “peraltro depositate pochi giorni fa solo per meri obiettivi di strumentalizzazione politica come sta avvenendo da mesi. Il consiglio comunale non può e non deve essere l’arena politica del centrodestra, ma un luogo dove si portano atti amministrativi per il bene della città. Le istituzioni devono essere un patrimonio, devono poter lavorare negli interessi di tutti. La sala rossa di Palazzo Tursi rappresenta il luogo della democrazia dove gli eletti, nel rispetto delle differenze, devono poter ricoprire il ruolo che i genovesi gli hanno affidato con il loro voto”.

Altra protesta arriva dal gruppo Pd in consiglio regionale. L’aula avrebbe dovuto riunirsi oggi, ma i problemi al traffico causato dalla proroga della chiusura di un tratto di autostrada, che hanno impedito ad alcuni consiglieri di arrivare in orario, ha indotto il presidente del consiglio Alessandro Piana a revocare l’appuntamento in modo unilaterale.

“La revoca è un fatto gratuito e immotivato. Piana, che era fermo in coda in autostrada come molti consiglieri regionali in arrivo da Ponente, ha deciso di annullare la seduta per conto suo, senza prima confrontarsi con i capigruppo, come prevede la prassi del consiglio. Non è necessario che i capigruppo siano d’accordo con la proposta del presidente che, motivando la sua scelta, può comunque revocare la seduta. Ma la consuetudine e il buon gusto prevedono che prima ci sia una consultazione dei rappresentanti delle altre forze politiche. Cosa che non è avvenuta. Se Piana ci avesse interpellato gli avremmo detto di non sconvocare il consiglio. Molti consiglieri regionali che erano rimasti in coda insieme a Piana sono comunque riusciti ad arrivare in Regione alle 11,30 e visto che il consiglio era convocato fino alle 15 senza interruzioni, ci sarebbe stato tutto il tempo per svolgere i lavori dell’aula, almeno per tre ore, salvando una parte della seduta”.

Il Pd fa notare che già la scorsa settimana l’assenza dell’assessore alla Sanità Sonia Viale – a cui erano rivolte 44 interrogazioni: i 2 terzi del totale – aveva svuotato l’attività della seduta di consiglio. “Stiamo parlando di interrogazioni presentate da mesi e che non hanno mai avuto risposta, nonostante l’impegno della giunta a fornirla entro 10 giorni dalla presentazione. Questa volta a bloccare i lavori è stata la coda in autostrada. Insomma ogni motivo è buono per evitare il confronto”.

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