A oltre due mesi dall’introduzione delle misure a sostegno del credito, molte banche non rispondono agli agricoltori che chiedono il prestito stabilito dal decreto Liquidità di 25 mila euro e nessuna risposta neanche sulle altre forme di credito previste dal governo per l’emergenza economica provocata dall’emergenza sanitaria.

La denuncia è della Cia Savona. Il presidente provinciale Mirco Mastroianni afferma: «Non riusciamo a capire le motivazioni di questa sordità del sistema creditizio. Eppure l’agricoltura è centrale nell’economia di questo territorio. Tolte alcune banche a cui va il nostro ringraziamento, la maggior parte degli istituti bancari in provincia di Savona non ha considerato le necessità degli agricoltori, neanche di quelli con un buon merito creditizio. Abbiamo approfondito e oggi le banche non hanno più scusanti. Le procedure esistono, sono operative e sono rivolte anche agli agricoltori. Pensiamo anche di fare un censimento dei comportamenti negativi e di rivolgere una denuncia formale all’Abi, mettendo a conoscenza il prefetto della situazione che sta pesantemente danneggiando la ripartenza del comparto agricolo savonese».

Fiducia invece per la previsione dei tempi del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che potrebbero essere più rapidi del previsto. L’art. 25 del decreto Rilancio ha incluso gli agricoltori, anche i piccoli agricoltori, che abbiano avuto un fatturato ridotto di oltre il 33% ad aprile 2020 rispetto ad aprile 2019, con un minimo di mille euro o di duemila euro per le società. Si tratta della procedura relativa al fondo perduto per i risarcimenti.

«Se verrà resa operativa la procedura telematica tramite i provvedimenti attesi nei prossimi giorni Cia Savona informerà le aziende che hanno diritto, ad esempio quelle vitivinicole o quelle agrituristiche, e presenteremo le domande» sottolinea il direttore Osvaldo Geddo.

In parallelo la Confederazione savonese sta seguendo le procedure per l’assegnazione del Fondo emergenziale per le filiere agricole in crisi previsto dall’art. 222 con 500 milioni di euro stanziati. «Parte di questo  fondo andrà alla floricoltura. Stiamo lavorando anche con Florovivaisti Italiani per rappresentare al meglio le esigenze dei produttori albenganesi e savonesi. Al ministro chiediamo di ascoltare le nostre proposte, ma anche di adottare rapidamente i decreti  attuativi», aggiunge Geddo.

 

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