La mattinata di passione sulle autostrade genovesi a causa del prolungamento della chiusura di due gallerie oggetto di ispezione programmata notturna tra Pra’ e Pegli (San Paolo della Croce e Rexello), ha indignato anche la politica.

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti annuncia: «Ho convocato oggi d’urgenza i vertici di Autostrade in Regione dopo le code generate dalla chiusura prolungata, e non comunicata, di una galleria, che ha generato caos su tutta la rete autostradale ligure. Così non va: una cosa è la messa in sicurezza seria, anche se colpevolmente rimandata, altro è imprigionare migliaia di cittadini e immobilizzare tutta la Liguria. È una situazione inaccettabile e noi non staremo a guardare mentre il governo tace e non decide su infrastrutture e concessioni. Abbiamo il diritto di ripartire anche noi».

Le code hanno superato i 13 km sulla A10 e i 17 km sulla A26, a pochi giorni dalla riapertura dei transiti tra regioni senza bisogno di autocertificazione.

«Ho il dovere di riportare la giusta indignazione degli albergatori liguri, che in queste ore stanno ricevendo lamentele dai clienti e rischiano di pagare per l’ennesima volta la disorganizzazione e l’irresponsabilità di un concessionario che non impara mai dai suoi errori – ha aggiunto l’assessore al Turismo e ai trasporti Gianni Berrino – è inaccettabile che in tre mesi di chiusura dei confini regionali, e in mesi primaverili, Autostrade non abbia pianificato la maggior parte degli interventi di manutenzione che sapeva già di dover fare e li porti a esecuzione ora tutti insieme, con la stagione turistica che cerca di partire tra mille difficoltà».

Il Pd attacca: “Come al solito Toti e il centrodestra giocano allo scaricabarile e sul caos in autostrada attaccano il governo. Ma chi è che ha il compito di coordinare i lavori sui territori con i concessionari autostradali? La Regione. E Toti non l’ha fatto. Pochi giorni fa il presidente ha incontrato l’amministratore delegato di Aspi: ma di cosa hanno parlato, di tappezzeria? Perché in quell’occasione non hanno affrontato la questione dei cantieri autostradali? Adesso il presidente della giunta dice di voler riconvocare i vertici della società concessionaria, ma non poteva porre il problema nel corso del faccia a faccia di dieci giorni fa?”

I lavori – sottolinea il Pd – dovevano essere effettuati durante il lockdown, quando il traffico sulle autostrade non c’era. Ma una volta capito che non sarebbero partiti in quel periodo, bisognava quantomeno programmare e coordinare tutta la mobilità regionale.

“È dal crollo del ponte Morandi che chiediamo alla Regione di convocare un tavolo di regia con le aziende di trasporto pubblico, Rfi, Trenitalia e le concessionarie autostradali, per coordinare cantieri e mobilità. Dopo due anni non è stato fatto ancora nulla. Questa mattina era almeno dalle 6 che la Regione sapeva che i lavori sulla galleria di Pegli sarebbero continuati per altre 4 ore, ma nessuno dall’Ente ha pensato di avvertire ufficialmente i cittadini di questo ritardo. Il risultato è stato il caos. La Regione invece di assumersi le proprie responsabilità e di mettersi al lavoro preferisce usare il vecchio trucco dello scaricabarile. E i risultati sono questi. In quanto ad Aspi e alla sua organizzazione dei lavori, siamo ormai senza parole. Non c’è giustificazione che tenga. Ci auguriamo soltanto che questo sia un ulteriore elemento che venga preso in considerazione dal Governo all’atto della valutazionr sul futuro della concessione. Che ci auguriamo avvengano rapidamente e con severità”.

 

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