Un duro sfogo, affidato a una nota firmata dal presidente Alberto Banchero. Assagenti pone una serie di domande al concessionario delle Autostrade genovesi alla luce dell’ennesimo blocco dovuto a urgenti lavori di manutenzione a una galleria e chiede un provvedimento nei confronti dei palesi responsabili, ossia Autostrade per l’Italia.

“La situazione sta peggiorando di giorno in giorno – scrive Assagenti – a ogni controllo emergono danni tali da dover chiudere delle tratte. Perché questi controlli non sono stati fatti durante il periodo di lockdown, quando le autostrade erano semi deserte? Capisco il blocco dovuto ai vari decreti della presidenza del Consiglio, ma credo che avendo carattere di urgenza, si sarebbe potuto lavorare in deroga. I responsabili devono rendere conto di queste inadempienze e di anni di completa incuria».

La situazione ha superato il limite: “Quando si arriva al punto che i nostri dipendenti faticano a raggiungere il posto di lavoro e le merci non arrivano più in porto, il collasso è vicino”.

Il fatto che la merce non arrivi in tempo in porto significa che perde l’imbarco e va incontro a extra costi e reclami. «Per quanto tempo – dice Banchero – gli esportatori italiani che, ricordiamolo, si stanno ripartendo faticosamente dopo il periodo pandemico, potranno sopportare questa situazione prima di cambiare porto di imbarco? E fino a quando le stesse compagnie di navigazione potranno continuare a scalare in un porto la cui fragilità infrastrutturale conclamata non garantisce il regolare afflusso di merci?»

Per Assagenti chi deve rispondere di questa tempesta perfetta è chi gestisce da anni queste infrastrutture e “ha trasformato reiteratamente e senza scrupolo gli investimenti per manutenzione in utili”.

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