Intesa Sanpaolo pur nel difficile contesto legato alla crisi economica globale scatenata dal Coronavirus, presenta dati trimestrali migliori delle previsioni. L’utile netto del primo trimestre è stato del 43% oltre il consenso, l’utile netto 2020 indicato ad almeno 3 miliardi euro in linea con il consenso, mentre quello sul 2021 non inferiore a circa 3,5 miliardi supera le attese, ferme a 3,1 miliardi. Ancora aperta la possibilità di pagare il dividendo sul 2019, per ora sospeso fino a ottobre su indicazione della Bce alle banche europee. Ribadite le ragioni dell’offerta su Ubi Banca.

Il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, commentando i risultati trimestrali ha posto   l’accento sul sostegno che la banca ha offerto all’economia reale in questo   momento caratterizzato dalla pandemia di Coronavirus.

«Presentiamo i risultati del primo trimestre – ha detto Messina –   nel vivo di una fase di straordinaria emergenza per la vita del Paese e a livello globale, a causa della pandemia da Covid-19. Il sostegno assicurato da Intesa Sanpaolo alle famiglie, alle imprese, alla società nel suo insieme, per far fronte, fin dal loro primo manifestarsi, a queste difficoltà eccezionali è per noi motivo di orgoglio. In un passaggio dalla complessità senza precedenti, abbiamo potuto rappresentare un punto fermo per l’Italia, grazie alla dedizione e competenza delle nostre persone e alla nostra forza e solidità, costruite in  anni di gestione improntata alla profittabilità sostenibile, a  una robusta patrimonializzazione, al basso profilo di rischio. Questi fattori distintivi ci hanno consentito di intervenire in tempi rapidi, rafforzando in maniera significativa le iniziative finalizzate all’erogazione di credito, mettendo in campo, allo stesso tempo, un rilevante intervento a favore del sistema sanitario e ora destinando importanti risorse per contrastare gli squilibri socioeconomici derivanti dalla pandemia. Tutto ciò assicurando la tutela delle condizioni di lavoro delle nostre persone, nella piena e continua operativita’, grazie a un’organizzazione efficiente e all’eccellenza delle nostre infrastrutture tecnologiche».

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