Un contributo a fondo perduto che copre chi ha avuto un calo degli introiti di almeno un terzo.

Il florovivaismo, settore importante per la Liguria, ha perso il periodo di maggiori introiti, quello primaverile.

Se la filiera del vivaismo orticolo ha proseguito il lavoro a sostegno delle coltivazioni agricole, nonostante i tanti sforzi e le complicazioni, quello ornamentale ha dovuto fronteggiare una crisi senza precedenti.

L’Italia, seconda solo all’Olanda in Europa, può contare su ben 24 mila aziende con circa 200 mila addetti in grado di generare un volume d’affari di 3 miliardi di euro l’anno che rappresenta il 5% del Pil agricolo nazionale.

«Un comparto che, a causa del Covid-19, si è visto costretto a mandare al macero la gran parte della propria produzione, anche a fronte del crollo verticale di cerimonie e ricorrenze vietate dalle norme anti-assembramento», dichiara il sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe L’Abbate.

La percentuale del ristoro inserita nel decreto Rilancio prevede tre scaglioni: il 20% per chi aveva un fatturato sino a 400 mila euro nel 2019; il 15% sino a un milione di euro mentre sino a 5 milioni di euro la percentuale è del 10%.

«Inoltre – aggiunge L’Abbate – abbiamo istituito un apposito Fondo per le filiere agricole in difficoltà con una dotazione di 500 milioni di euro per l’anno 2020 finalizzato a ulteriori interventi di ristoro per l’emergenza Covid-19».

Dal punto di vista del credito Ismea ha messo in campo una serie di misure come la sospensione delle rate dei mutui, l’estensione dell’operatività delle garanzie e l’erogazione di mutui sia a tasso zero della durata di 5 anni con importo massimo di 30 mila euro sia garantiti gratuitamente al 100% sino a 25.000 euro.

«Mediocredito Centrale – annuncia L’Abbate – è al lavoro per dare concretezza alla norma che prevede l’accesso diretto al Fondo Centrale di Garanzia per dare ulteriore iniezione di liquidità alle imprese agricole».

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