«Oggi definiremo con i balneari le linee guida regionali sulle spiagge. Per noi, come per altre Regioni, le linee guida dell’Inail sono un documento, ma non sono legge, si tratta solo di un parere tecnico. Come Regione adotteremo nostre linee guida, che in parte abbiamo già concordato e condiviso con le categoria, ma che definiremo con i balneari, per fare in modo che in Liguria le imprese del settore possano aprire nel rispetto di tutte le condizioni di sicurezza, ma con norme di buon senso che permettano loro di lavorare». Lo ha detto presidente della Regione Liguria Giovanni Toti .

«Come chiediamo da tempo – ha aggiunto Toti – è necessario che le Regioni, nell’ambito di norme nazionali di buon senso, recuperino le loro piene potestà e possano quindi legiferare. È fondamentale anche per quanto riguarda il settore balneare: le distanze indicate nel documento dell’Inail non sono applicabili alla Liguria, non tengono conto della realtà, sono troppo ampie».

«Il documento rilasciato dall’Inail – precisa l’assessore al Demanio Marco Scajola – è assolutamente irricevibile poiché condannerebbe all’estinzione le imprese balneari della Liguria, e produrrebbe un danno economico incalcolabile per tutto il comparto turistico, per l’indotto e una emorragia di posti di lavoro estremamente preoccupante. Con queste indicazioni si perderebbero oltre il 75% degli ombrelloni, si potrebbe poterne piazzare 1 su 4. Questo, unito al ritiro dal Dpcm della proroga per 15 anni delle concessioni demaniali, significa certificare che non esiste alcuna certezza sulla continuità del lavoro delle imprese, e cioè condannare a non poter andar avanti. Il ministro Franceschini si era impegnato pubblicamente, dicendo che avrebbe inserito nel nuovo Dpcm un punto in cui veniva ribadita senza alcuna incertezza la necessità di estendere per i 15 anni le attuali concessioni demaniali marittime, come previsto dalla legge 145 del 2018. Tutto questo non è avvenuto, non se capiscono i motivi: si tratta di un ulteriore schiaffo alla categoria, alle imprese, ai lavoratori, al comparto nazionale del turismo».

Secondo Bettina Bolla, presidente della Base Balneare  «Questo documento   e la  mancanza di aiuti economici e di certezze giuridiche riguardo all’estensione delle concessioni al 2033 promesse dal Ministro Franceschini fanno mancare le condizioni necessarie minime per l’inizio della stagione e molte spiagge non apriranno, causando enormi problemi ai comuni e giocoforza alle destinazioni turistiche. Lascia sbigottiti  la sproporzione delle misure adottate che stanno affossando l’accoglienza balneare. Il rischio adesso per le spiagge italiane e per l’Italia in generale è quello di essere meno attraenti delle spiagge di Malta, Cipro e Croazia».

«Non si capisce neanche – conclude Scajola – perché si parli di distanze minime di sicurezza di almeno un metro nella vita di tutti i giorni e invece sulla spiaggia, al sole e all’aperto, si debbano mantenere distanze di almeno 5 metri. Non appena abbiamo ricevuto il documento dell’Inail abbiamo incontrato subito le associazioni di categoria balneari liguri e le camere di commercio e per giovedì, come coordinatore nazionale del tavolo interregionale del demanio marittimo, ho convocato tutte le regioni in videoconferenza per affrontare questa situazione, dannosa non solo per la Liguria ma per tutta l’economia nazionale. Noi siamo per il rispetto delle regole, la tutela della salute, ma con senso di responsabilità e buon senso, come il governo non ha dimostrato ancora una volta di saper fare»

 

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