«Ho letto con attenzione un documento firmato da circa 70 sindaci (circa 359.000 residenti pari al 23% dei residenti in Liguria) su 234 primi cittadini liguri che invitano a non emettere ordinanze in Regione Liguria. Ritengo irrituale tale invito, tanto più all’indomani del confronto dei giorni scorsi tra Governo e Regioni che ha individuato un percorso e concordato sulla legittimità dei nostri provvedimenti (resta aperto il solo tema contenzioso sulla toilette per cani). Come concordato con il Governo eserciteremo il nostro potere di ordinanza, per quanto di competenza regionale; continueremo a chiedere al Governo un serio piano di riaperture e attueremo, come d’accordo con il ministro della Salute, tutti i livelli di monitoraggio”. Risponde così, con una nota, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ai sindaci che con una lettera aperta lo invitano a non emettere ordinanze regionali per la fase 2

«D’altra parte – prosegue la nota – i sindaci sanno benissimo di avere propri poteri di ordinanza atti a restringere le aperture che saranno poi attuate da lunedì su tutto il territorio nazionale dal Governo e quelle che seguiranno. Non farò analoghi appelli, se i sindaci ritengono ci siano elementi particolari di preoccupazione nei loro Comuni potranno adottare specifiche ordinanze, confrontandosi con i loro cittadini e con le forze economiche e sociali del loro territorio. Eviterei ogni politicizzazione del confronto istituzionale e apprezzo in tal senso la nota di Anci con cui collaboriamo dall’inizio della crisi»

 

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