«Per la Fiom la priorità è quella che i lavoratori ArcelorMittal rientrino subito in fabbrica perché le commesse esistono e il lavoro c’è, altrimenti la conflittualità non potrà che aumentare».

Così Bruno Manganaro, segretario della Fiom Cgil Genova, commenta l’incontro, avvenuto oggi in tarda mattina, tra governo, ArcelorMittal e sindacati. Incontro che, scrive Manganaro, «ha purtroppo visto solo annunci provenire dal governo che ha dichiarato di volere una produzione green senza spiegare come e senza garanzie su occupazione e reddito dei dipendenti».

Prosegue il segretario: «Mittal chiede altri 10 giorni per un nuovo piano industriale e non fa marcia indietro sull’aumento della cig e sull’assenza di investimenti, rifiutando il confronto con il sindacato. Al tavolo è stata anche ventilata l’ipotesi che di fronte ad altri scioperi l’azienda potrebbe spostare le produzioni fuori dall’Italia».

«Ricordo − conclude Manganaro − che c’è un accordo secretato firmato al Tribunale di Milano il 6 marzo scorso di cui lavoratori e sindacato non sanno niente. Governo e Mittal si parlano e trattano, ma non fermano l’abbandono della gestione degli stabilimenti e l’aumento ingiustificato della cassa integrazione».

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