«Non è stato possibile raggiungere nessuna intesa tra Mittal e le organizzazioni sindacali in quanto, rispetto alle garanzie forniteci venerdì 22 maggio, la società ci ha fornito una proposta di rotazione che pur essendo migliorata non ha trovato il consenso della Uilm e delle altre organizzazioni». Lo dichiara Antonio Apa, segretario generale Uilm Genova, al termine dell’incontro con i vertici aziendali.

«Abbiamo apprezzato i passi in avanti sull’insieme dei numeri, che sono passati da 400 a 590 ma gli stessi, se non supportati dalla rotazione, non hanno consentito un negoziato costruttivo − prosegue il segretario − Oggi abbiamo vissuto una giornata alquanto problematica. Da un lato la mancanza di una proposta al tavolo convocato oggi a Roma dai ministri Patuanelli, Gualtieri e Catalfo con le parti sociali (compresa Mittal) dove sia il governo sia Mittal non sono stati in grado di presentare uno straccio di piano industriale. Dall’altro, da marzo 2020 c’è stato un susseguirsi di piani industriali a mio giudizio irrealizzabili o di difficile applicazione. Un autentico autogol che rischia di ripercuotersi sui 20 mila addetti. Lo slittamento di ulteriori 10 giorni del piano industriale che dovrà presentare Mittal non è di buon auspicio. Su Genova non è stato possibile arrivare all’intesa in quanto la società ha respinto la nostra proposta. Non c’è dubbio che il sito di Genova non sarà avulso dagli effetti economici e sociali devastanti se non sostenuto da un robusto piano industriale. Intanto domani continuerà la mobilitazione di un’ora di sciopero e informeremo i lavoratori sull’andamento del negoziato».

«Domani permane lo sciopero in attesa del confronto con i lavoratori − fa sapere anche Alessandro Vella della Fim Cisl − Qualche passo avanti c’è stato ma non è ancora sufficiente».

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