«Seicento lavoratori degli appalti ferroviari della Liguria sono abbandonati a loro stessi, senza tutele, senza i dispositivi di protezione individuale: una situazione grave e paradossale proprio perché lavorano in luoghi fortemente a rischio contagio». Lo denuncia Francesco Bottiglieri, segretario organizzativo della Fit Cisl regionale.

«Si tratta di persone, quasi tutte fra l’altro colpite da ammortizzatori sociali, che lavorano in appalto nelle stazioni ferroviarie da La Spezia a Ventimiglia, appartenenti a 7 società e 2 consorzi – aggiunge Bottiglieri – svolgono pulizie di treni, internamente ed esternamente, di bagni pubblici, atri e marciapiedi, piccola manutenzione. Riteniamo sia inaccettabile che debbano comprare di tasca propria i dispositivi di protezione individuale, come successo in particolare in questi ultimi 2 mesi durante i quali i sindacati hanno più volte chiesto di intervenire per risolvere la situazione, che perdura specie in alcune realtà.
Aziende e committenza in modo irresponsabile hanno continuato a non occuparsi della sicurezza dei lavoratori degli appalti ferroviari. Ad aggravare la loro situazione c’è poi il problema degli spogliatoi, che andrebbero sanificati e igienizzati: in alcune di queste realtà lo spogliatoio neanche esiste, per cui i lavoratori sono costretti a tornare a casa con le stesse divisa che hanno tenuto addosso tutto il giorno, rischiando di portare il virus in famiglia».

La Fit Cisl ritiene questa situazione intollerabile e chiede che si intervenga immediatamente per ripristinare una condizione di sicurezza che dovrebbe essere propria di ogni settore lavorativo.

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