Dal 18 maggio Amt Genova incrementerà ancora il servizio (si passa rispetto alla fase pre-emergenza, dall’85% del servizio attuale a quasi il 100%), ma con una fascia del mattino più lunga, diluendo la presenza non ragionando più sui picchi di affollamento, ma fornendo un servizio più continuo nel tempo.

È evidente che la situazione comincerà a farsi più difficile non ora, ma in autunno: serve maggiore flessibilità sia sugli orari di lavoro sia di quelli scolastici, per evitare la concentrazione degli utenti in fasce ristrette di orario. Nessuna azienda di trasporto pubblico sarebbe in grado di garantire un numero di bus sufficiente con il rispetto degli obblighi di sicurezza.

Il ritorno alla normalità, per un’azienda come Amt Genova, non è comunque semplice. La vendita di biglietti e abbonamenti vale 67 milioni nel bilancio (una buona percentuale in ogni caso, tenendo conto che i contributi pubblici ammontano a 106,3 milioni di euro) ed è chiaro che, con gli obblighi di distanze da rispettare e diversi posti a sedere non più utilizzabili, gli autobus non potranno più essere riempiti come prima.

In più c’è un’ulteriore questione: evitare che l’utente non voglia più salire sull’autobus per mancanza di fiducia sugli aspetti di sicurezza. Proprio per questo Amt sta lavorando molto sulla comunicazione.

«Ci stiamo spendendo molto – afferma Alessandra Ramagli, capo ufficio comunicazione dell’azienda – per dare il massimo dell’informazione possibile. Abbiamo girato un video per mostrare cosa succede ogni giorno quando facciamo la sanificazione. Oggi vengono utilizzati strumenti che atomizzano il perossido di idrogeno, raggiungendo ogni angolo del mezzo. Oltre a questo stiamo cercando di stimolare il senso civico e l’autodisciplina dei passeggeri».

Il contributo di chi sale sul bus è fondamentale, visto che l‘autista non può sanzionare il passeggero per il mancato rispetto dell’obbligo della mascherina o se qualcuno si siede dove è vietato. Ecco allora i pittogrammi con le regole da osservare: obbligo di mascherina, rispetto della distanza interpersonale e sedersi solo nei posti consentiti. Inoltre sono stati organizzati i flussi di entrata e di uscita per evitare incroci. Alle stazioni della metropolitana sono stati apposti adesivi e transennamenti. Novemila i marker apposti sui bus per segnalare dove non è più possibile sedersi, poco meno di un migliaio tra metro, funicolari e ascensori.

Il personale monitora le fermate più “popolose”: si tratta dei verificatori con l’apporto dei volontari della protezione civile.

«Abbiamo anche lavorato sulla comunicazione interna in accordo con i sindacati – aggiunge Ramagli – per informare il personale sulla nuova situazione che gli autisti sarebbero andati ad affrontare».

La app Amt in questi mesi di fase 1 e inizio fase 2 ha contribuito a mostrare l’evoluzione del modo di fruire del mezzo pubblico a Genova.

A febbraio, mese pre-lockdown, le interrogazioni al giorno sui transiti dei bus in tempo reale (la classica richiesta su quando arriva l’autobus alla fermata) erano 100 mila al giorno. Dal 9 marzo a fine mese sono scese a 30 mila al giorno. Ad aprile ancora meno: 22 mila. Considerando che in quel periodo solo chi poteva muoversi per reale necessità poteva sportarsi anche sul mezzo pubblico (il crollo dei passeggeri è stato di circa l’80%), l’azienda ritiene che si sia verificato un incremento dell’utilizzo di questo sistema informativo per verificare l’arrivo dell’autobus, anche alla luce della diminuzione del servizio.

Anche i dati del sito amt.genova.it fotografano bene la situazione: a febbraio gli utenti erano 70.811, a marzo 40.999, ad aprile 27.465. Confrontando questi due mesi con gli stessi del 2019 i numeri sono molto diversi: marzo 2019 75.647. Aprile 2019: 76.575. Anche qui con il mese di maggio, le consultazioni aumentano: dal 4 al 14 maggio 15.489 utenti. Dal 1 maggio al 14 maggio: 20.413.

In questo momento la situazione comunque è ancora fluida: Asstra, l’Associazione trasporti, chiede meno rigidità sulla distanza interpersonale, tenendo conto dell’utilizzo della mascherina obbligatoria. Un aspetto che consentirebbe meno problemi sull’utilizzo delle linee collinari per esempio.

Oggi l‘indice di riempimento dei mezzi Amt è al 30%, ma domani cosa potrebbe succedere a una fermata come quella della Nunziata per esempio, dove passano di giorno 8 bus diversi?

Presto ci saranno anche novità sul conteggio passeggeri in tempo reale: i 200 mezzi comprati negli ultimi 2 anni hanno un hardware a bordo già pronto. L’azienda, in collaborazione con Leonardo, sta lavorando a realizzare il sofware.

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