Questa mattina la Filcams Cgil Liguria ha scritto agli assessori regionali Ilaria Cavo e Giovanni Berrino, per denunciare la “gravissima situazione economica del personale addetto mensa e cucina operativo nelle mense universitarie“.

La ditta Elior, che ha in appalto le mense in questione, non ha anticipato ai dipendenti l’importo del Fis, Fondo di Integrazione Salariale, ammortizzatore sociale previsto per il settore. “Il personale che opera nelle mense – si legge nella nota sindacale – è per la maggior parte part time, un part time non scelto ma imposto, con orario medio di venti ore settimanali e retribuzioni di 600 euro lordi mensili; con l’ammortizzatore sociale i loro stipendi saranno ancor più da fame. La mancata anticipazione ai lavoratori da parte di Elior del Fis e il ritardo nel pagamento da parte dell’Inps dello stesso, stanno dando il colpo di grazia a questi lavoratori che sono tra l’altro per la maggior parte monoreddito”.

Nelle mense dell’Università di Genova operano normalmente undici dipendenti, oggi sono al lavoro a orario ridotto solo i cuochi e un’addetta in Darsena. “Tutti gli altri sono fermi – prosegue la nota sindacale – in attesa di un ammortizzatore sociale che non sta arrivando, con bollette da pagare, procedure intricate per bloccare mutui e prestiti. Versano in uno stato di vera e propria disperazione: l’ultima retribuzione percepita è quella di febbraio e siamo a fine aprile. Il decreto Cura Italia ha previsto 9 settimane di ricorso agli ammortizzatori sociali: tra dieci giorni i lavoratori saranno scoperti e a oggi manca una risposta rassicuratrice da parte del governo. A questa grave incertezza si aggiunge la drammatica certezza, invece, che nei mesi di luglio e agosto, alla chiusura delle facoltà, essi saranno in sospensione e con il magrissimo e tardivo importo del Fis non avranno potuto mettere da parte le risorse per pagare affitto, mutuo, bollette e sostentare la famiglia nel periodo di mancata attività”.

La Filcams Cgil chiede dunque che la Regione Liguria prenda in carico anche la situazione di questi lavoratori, sulla scia di quanto fatto per i lavoratori stagionali: “chiediamo alle istituzioni regionali – conclude la nota – di farsi parte attiva per trovare possibili soluzioni, con interventi concreti di sostegno al reddito che possano alleviare le tribolazioni di queste maestranze fragili ed esposte, oggi più che mai, alla crisi generale che il Covid 19 sta causando nella nostra Regione e nel nostro Paese”.

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