L’annuncio del premier è dello scorso 27 marzo 2020, sul suo profilo ufficiale di Facebook: “Cassa Integrazione: pagamenti entro il 15 aprile (ndr, cioè domani, salvo che qualche Regione dica che domani non è il 15 aprile) o anche prima”. Questa la sintesi della certezza o della promessa.

L’annuncio precisava: “abbiamo esteso la Cig in deroga all’intero territorio nazionale, a tutti i settori produttivi. Da lunedì 30 marzo datori di lavoro possono fare domanda e il bonifico arriverà direttamente sull’iban del lavoratore. Ho chiesto al ministero del Lavoro e all’Inps di mettere in campo uno sforzo straordinario affinché i pagamenti siano attivati entro il 15 aprile e, se possibile, anche prima: voglio che siano dimezzati rispetto alla scadenza fissata” (ndr, quale?).

Chi ci informerà, il 16 aprile o nei giorni seguenti, dei numeri relativi ai pagamenti effettuati e del loro ammontare?

Una perplessità: la richiesta della cassa in deroga deve essere presentata, preventivamente, alla Regione competente. La situazione, al 30 marzo scorso, era la seguente:

Regione Liguria, accordo approvato e operativo

Regione Emilia Romagna, accordo approvato e operativo

Regione Friuli Venezia Giulia, accordo approvato e operativo

Regione Molise, accordo approvato e operatovo dal 30 marzo ore 8

Regione Puglia, accordo approvato e operativo

Regione Veneto, accordo approvato e operativo

Regione Calabria, accordo approvato ma non operativo

Regione Campania, accordo approvato e operativo dal 30 marzo

Regione Lazio, accordo approvato ma non operativo

Regione Lombardia, accordo approvato ma non operativo

Regione Marche, accordo approvato e operativo dalle ore 14 del 31 marzo 2020;

Regione Piemonte, accordo approvato ma non operativo

Regione Sicilia, accordo approvato ma non operativo

Regione Toscana, accordo approvato ma non operativo

Regione Umbria, accordo approvato ma non operativo

Regione Valle d’Aosta, accordo approvato ma non operativo

Province di Trento e Bolzano  e   Regioni Abruzzo, Basilicata, Sardegna: accordi neppure approvati.

Chi riferirà ai cassaintegrati: il premier, le Regioni o una nuova “Commissione per le Risposte”?

 

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