Riaprono già domani le aziende ritenute strategiche, dai cantieri dell’edilizia pubblica al manifatturiero per l’export con richieste di autorizzazione in deroga ai prefetti. Dal 4 tutte gli altri e il commercio all’ingrosso funzionale a queste filiere. «La riapertura delle aziende interessate è consentita sul presupposto del rispetto dei protocolli di sicurezza. Ci sarà un protocollo di sicurezza anche per le aziende di trasporto». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi annunciando il Dpcm che arriverà nelle prossime ore. Le disposizioni del nuovo Dpcm per la Fase 2 saranno valide dal 4 maggio 2020 e sono efficaci fino al 17 maggio 2020.

Nel Dpcm (il documento completo: Dpcm 26 aprile) si legge “Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) – ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi”.

Dal 4 maggio quindi ci sarà il via libera alle attività produttive ma non al commercio al dettaglio. Mentre per il settore turismo, che include anche bar, ristoranti, stabilimenti balneari, una decisione si avrà solo nei prossimi giorni. La riapertura dei negozi è prevista per il 18. Parrucchieri, barbieri, centri estetica, come detto, riapriranno l’1 giugno assieme a bar e ristoranti.

Ci si potrà muovere all’interno del proprio Comune e della propria Regione, non ancora invece in altre regioni se non per ragioni di lavoro o salute. Sarà possibile per gli studenti o i lavoratori o chiunque altro rimasto bloccato in un’altra città dal lockdown fare ritorno a casa. Arriva l’autorizzazione a vedere familiari stretti, genitori, sorelle, fratelli, nonni ma resta valido il divieto di assembramenti, anche in casa. È prescritto l’uso della mascherina.

Sarà consentita la ripresa dell’attività motoria non più nei pressi della propria abitazione, sempre individualmente o comunque a distanza di almeno un metro, con la sola eccezione di persone conviventi nella stessa casa. La regola della distanza vale anche per i giardini pubblici, che avranno con ingressi contingentati. Sì anche all’attività motoria con i figli o alle passeggiate con persone non autosufficienti. Potranno riprendere ad allenarsi gli atleti professionisti delle attività individuate dal Coni, non gli sport di squadra per i quali la ripresa potrebbe essere il 18 maggio. Per l’attività sportiva la distanza minima prevista è di due metri. Per la semplice attività motoria è invece di un metro.

Viene confermata, a partire dal 4 maggio, la possibilità di fare ristorazione con le modalità di vendita da asporto oltre che di domicilio. Il consumo non deve avvenire all’interno del locale, né al suo esterno devono formarsi assembramenti in cui non si rispetta la distanza fra le persone. “Si dovrà entrare uno alla volta – ha spiegato Conte -, rispettando la fila, le distanze, con i dispositivi di protezione”.

Per gli esercizi commerciali al dettaglio la riapertura è fissata per il 18 maggio.

Le scuole riapriranno in settembre.

Dal 4 maggio potranno essere nuovamente celebrati i funerali ma solo alla presenza degli stretti familiari (parenti di primo o secondo grado), non più di 15 persone, se possibile all’aperto e a distanza l’uno dall’altro. E tutti dotati di mascherina. No invece alle messe.

Le mascherine saranno vendute a 50 centesimi e non avranno l’Iva.

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